Caldo torrido e tuffi fatali: in una settimana almeno quattro morti

Le temperature estreme mettono in evidenza i pericoli spesso trascurati in laghi e fiumi.
Le temperature estreme mettono in evidenza i pericoli spesso trascurati in laghi e fiumi.
BERNA - Andare al lago o al fiume in cerca di refrigerio durante queste giornate di caldo torrido è una pratica semplice e diffusa. Ma dietro a un gesto apparentemente innocuo si nascondono insidie spesso sottovalutate. E il bilancio dell'ultima settimana è tragico: in Svizzera si sono verificati almeno quattro incidenti balneari mortali.
Sabato scorso un bambino di cinque anni è scomparso nella Reuss, a Mühlau (AG). Si trovava con la famiglia a bordo di un gommone quando l'imbarcazione si è rovesciata. Il corpo del piccolo è stato ritrovato soltanto martedì dai soccorritori. Domenica pomeriggio, a Faido, un 47enne ha rischiato di annegare mentre faceva il bagno nella pozza della cascata Piumogna. Giovedì è morto anche un uomo di 29 anni che domenica era rimasto vittima di un incidente mentre nuotava nel Lago di Ginevra. Venerdì, invece, un 35enne ha perso la vita nel Reno, nel canton Argovia, mentre un altro uomo risulta tuttora disperso nella Reuss. Sabato mattina, infine, un 61enne è deceduto dopo essere stato colto da un malore mentre nuotava nel Reno, a Basilea.
Una serie di episodi che ripropone una costante emersa anche dalle statistiche: le vittime degli incidenti balneari sono molto spesso giovani uomini. Nel 2025, secondo un rapporto della Società svizzera di salvataggio (SSS), sono stati registrati 43 decessi, di cui 32 riguardavano uomini. Nel 2024 le vittime erano state 52, 42 delle quali uomini.
Ma perché questi incidenti continuano a verificarsi con tanta frequenza? Una delle cause principali, spiega Christoph Merki della SSS al Blick, è lo sbalzo termico a cui è sottoposto il corpo quando ci si tuffa in acqua fredda. «Se lo si fa con il corpo surriscaldato, può verificarsi una reazione da stress», spiega. «Il raffreddamento improvviso provoca una costrizione dei vasi sanguigni, riducendo l'afflusso di sangue ai muscoli e alterando la circolazione. Questo favorisce crampi muscolari improvvisi e dolorosi o problemi cardiovascolari». Una situazione che può impedire alla persona di restare a galla. A rappresentare un pericolo sono però anche l'eccessiva sicurezza e la sopravvalutazione delle proprie capacità, fattori spesso aggravati dal consumo di alcol.
C'è poi il problema dell'esposizione prolungata al sole, soprattutto quando si trascorre la giornata a bordo di gommoni o piccole imbarcazioni. Una situazione che può provocare disidratazione e indebolimento dell'organismo. Se non si beve a sufficienza o ci si immerge dopo aver consumato alcol, il rischio di non riuscire a reagire adeguatamente in caso di emergenza aumenta sensibilmente.
Le principali regole per fare il bagno in sicurezza indicate dalla SSS:
- Non lasciare i bambini in acqua senza sorveglianza; i bambini piccoli devono essere sempre a portata di mano.
- Non entrare in acqua sotto l'effetto dell'alcol.
- Non nuotare mai a stomaco pieno o completamente vuoto.
- Non tuffarsi in acqua quando si è surriscaldati (il corpo deve adattarsi gradualmente).
- Non percorrere lunghe distanze a nuoto senza accompagnamento o sorveglianza.
- Non fare affidamento su materassini gonfiabili o altri oggetti gonfiabili.
- Non tuffarsi in acque torbide o sconosciute.
- Quando si naviga in gommone su un fiume, indossare sempre il giubbotto di salvataggio.
- Nelle acque libere portare sempre con sé un dispositivo di galleggiamento, come una boa da nuoto o una boa tipo Baywatch: in caso di emergenza può salvare la vita.




