La Svizzera punta a superare il tabù degli ottavi al Mondiale

Il direttore delle squadre nazionali guarda con fiducia ai sedicesimi dopo il primo posto nel girone: «Conta il collettivo, non i singoli. Tutto è sotto controllo e i giocatori stanno bene»
SAN DIEGO - La Svizzera guarda con fiducia alla fase a eliminazione diretta del Mondiale, dopo aver chiuso in testa il gruppo B (qui le nostre PAGELLE). Il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami ha tracciato un primo bilancio positivo, sottolineando come la selezione di Murat Yakin abbia dimostrato solidità pur senza definire un undici titolare fisso.
Di ritorno a San Diego insieme alla delegazione, il dirigente ticinese ha sottolineato come uno dei maggiori punti di forza della Nazionale sia la profondità della rosa. «Murat ha ampliato la cerchia dei pretendenti, ma le nostre certezze si basano sul modo di giocare», ha precisato Tami in conferenza stampa. «L'individuo è la cosa meno importante: conta la squadra».
Per Tami, che si appresta a vivere il suo ultimo grande torneo alla guida delle squadre nazionali dell'ASF (ne avevamo parlato durante il Tio Talk con lui), l'obiettivo è tanto chiaro quanto ambizioso: infrangere finalmente il tabù degli ottavi di finale. «Vogliamo riuscirci e penso che siamo pronti. Tutto è sotto controllo e i giocatori sono in buona salute», ha assicurato il 64enne, sottolineando anche l'attenzione riservata alla gestione fisica del gruppo e alle precauzioni adottate per limitare gli effetti dell'aria condizionata negli stadi e negli hotel statunitensi.
Il dirigente ha poi evidenziato i passi avanti compiuti dal settore performance della Nazionale, dove il lavoro è diventato sempre più personalizzato. «Oggi tutto è più preciso, soprattutto dal punto di vista della nutrizione», ha precisato Tami. «I giocatori sono molto coinvolti e chiedono costantemente quale sia la soluzione migliore per loro».
Sul possibile avversario dei sedicesimi, invece, il 64enne ha preferito mantenere la massima prudenza. «La formula è complicata, stiamo facendo i calcoli. La cosa importante - ha concluso - è che la Svizzera si sia qualificata. Per il resto, lo scopriremo sabato».



