L'apicoltrice ticinese...allergica alle api

La 40enne ticinese Rosy Taminelli ha fatto di una lunga tradizione di famiglia la sua professione. «Vado nella natura, controllo le mie arnie e sono tranquilla. Mi dà una pace interiore».
La 40enne ticinese Rosy Taminelli ha fatto di una lunga tradizione di famiglia la sua professione. «Vado nella natura, controllo le mie arnie e sono tranquilla. Mi dà una pace interiore».
BELLINZONA - Sono in molti a temerle, soprattutto d’estate. Ma c’è chi in mezzo alle api, a strettissimo contatto, ci passa gran parte delle proprie giornate.
Una di queste persone, in Ticino, è l’apicoltrice Rosanna (Rosy) Taminelli. È lei, oggi, a gestire l’azienda di famiglia, la Amor Apis, che ha radici ultracentenarie e si sviluppa tra Sementina, Camorino e Curzutt.
«Da bambina preparavo i vasetti. Oggi ho in mano tutto»
«È iniziato tutto nel 1917 dal mio bisnonno», spiega. «Io mi sono formata come disegnatrice edile, ma da qualche anno ho deciso di dedicarmi totalmente all’apicoltura…ci tenevo a portare avanti questa tradizione che per me è diventata anche una passione. Io vado fuori nella natura, controllo le mie arnie e sono tranquilla, mi dà una pace interiore».
E l’interesse è nato quando era ancora una bambina. «Mi ha sempre affascinato», ci spiega Rosy. «Quando ero piccola vedevo mio papà andare dalle api e smielare da solo. Così ho iniziato a preparare qualche vasetto e a mettere etichette con mia mamma e mio fratello. Poi con il tempo, quando il papà ha detto che voleva mollare un po', ho iniziato ad aiutarlo su più fronti. E alla fine ho scelto di prendere in mano tutto».
«Ho sentito un forte prurito arrivare fino alla gola. Poi sono corsa in ospedale»
Ma il percorso non è stato facilissimo. Perché a un certo punto Rosy scopre quello che per molti avrebbe portato a un brusco stop dell’attività: è allergica alle api.
«Stavo controllando l'apiario a Camorino. Verso la fine della giornata mi sono abbassata e un'ape mi ha punto sulla fronte. Ho iniziato a sentire un forte prurito arrivare fino alla gola e sono corsa subito in ospedale. In dieci minuti ero lì e ho scoperto l’allergia».
Ma lei non si scoraggia. «Non volevo rinunciare a questo bel lavoro. Ma il personale curante mi ha spiegato che se volevo continuare a stare in mezzo alle api dovevo iniziare una cura di desensibilizzazione. E così ho fatto».
Il trattamento, nel concreto, comporta l'iniezione controllata di veleno delle api e va fatto a cadenza regolare. «In teoria una persona con la mia occupazione dovrebbe farlo a vita, però io ho interrotto dopo sei anni perché ho notato che sono diventata più o meno immune», sottolinea Rosy. «Se vengo punta non mi gonfio più come prima, rimane solo un ematoma. Per il resto l'unica cosa che posso fare è vestirmi bene e fare attenzione».
Oltre gli stereotipi
Certo è che in Ticino la figura di Rosy, come donna e come ragazza adottata dal Brasile, risulta diversa da quella che è l’immagine del prototipo classico dell’apicoltore, che viene spesso associato a un uomo un po’ in là con l’età con un forte legame con la montagna o la campagna.
«C’è stata un’occasione in cui ero a casa e ha suonato il campanello una signora che voleva acquistare del miele», racconta Rosy. «Mi ha vista ed è rimasta un po’ sorpresa perché sono mulatta, e magari non si aspettava di trovarsi una persona come me davanti. Però devo dire che in generale, anche ai mercatini, io ci metto la faccia spiegando tutto e non emergono stereotipi. Sono semplicemente una donna a cui piacciono i lavori manuali e che ama mettersi in gioco».
«Meno aggressive di quanto si pensa»
C'è chi, però, ha molta paura delle api. «La paura è giustificata perché non c’è la conoscenza», commenta la 40enne. «Magari ci sono persone che non si sono mai avvicinate a un'arnia o a un alveare e quindi si sentono minacciate. Di solito le api rimangono tranquille ma dipende un po’ dal periodo. Quando c'è la fioritura del tiglio o del castagno tendono a essere più aggressive, quindi è bene avere le protezioni. Di fondo comunque, anche se ci sono tanti fattori in gioco, le api sono meno bellicose di quanto si possa pensare».
Milioni di api
Ma con quante api lavora esattamente la nostra Rosy? «Sono tantissime. Dentro un'arnia standard, che ha dieci telaini, in questo momento di sviluppo possono esserci circa 50’000 api. Invece le arnie più piccole, che chiamiamo nuclei, ne contengono più o meno la metà. Noi abbiamo un centinaio di apiari qua nel Bellinzonese, tra Camorino, Sementina e Curzutt, quindi si parla di milioni di api».
E la canicola, fortunatamente, per il momento non ha portato complicazioni. «Per ora non abbiamo avuto problemi qui, però so che in Francia le famiglie sono collassate. Noi abbiamo invece osservato che con il forte caldo le api sono più calme, il che in realtà è meglio per quando andiamo a fare i controlli, perché risultano più tranquille e meno aggressive», conclude Rosy.








