Eclissi solare, occhio ai pericoli

Il fenomeno celeste che si presenterà il 12 agosto anche nei cieli svizzeri può essere molto pericoloso: i consigli per non riportare danni, anche permanenti
Il 12 agosto una eclissi di sole sarà visibile in gran parte dell'Europa, in Africa nord-occidentale e negli Stati Uniti. Si tratta della prima eclissi totale nel continente europeo dal 1999, escludendo quelle del 2006 e del 2015 che hanno riguardato zone molto limitate dell'Europa. Anche in Svizzera sarà possibile ammirare questo fenomeno unico che avrà il suo apice tra le 19 e le 20.20, per poi terminare intorno alle 21.
Cause ed effetti
L'eclissi solare si ha quando Terra, Sole e Luna si trovano a essere perfettamente allineati e il disco solare viene totalmente o parzialmente oscurato dalla Luna che, non permettendo alla luce solare di raggiungere la Terra, proietta su di essa un cono d'ombra. La tentazione di alzare lo sguardo per osservare uno spettacolo tanto bello e suggestivo è quindi molto forte, ma quanto mai sconsigliato. Esporre direttamente alla luce solare la retina, ossia la sottile membrana nervosa che riveste la parte interna dell'occhio che trasforma la luce in segnali elettrici al cervello, comporta l'insorgere di una retinopatia solare, se non la perdita totale della vista. L'intensa radiazione solare danneggia la retina in maniera subdola, e dato che manca di ricettori del dolore, la persona interessata non avverte neanche una qualsiasi forma di dolore che possa segnalargli la pericolosità del comportamento adottato.
I sintomi possono comparire anche diverse ore dopo l'esposizione alla luce solare, e in genere si manifestano come punti ciechi centrali, linee rette distorte o nella difficoltà nel vedere chiaramente i colori. Oltre al pericolo di provocare delle ustioni retiniche, gli osservatori imprudenti e disattenti rischiano di andare incontro anche a delle lesioni termiche, specialmente se si servono di strumenti di osservazione, quali binocoli o fotocamere, prive degli adeguati filtri.
IMAGO / Anadolu AgencyLe raccomandazioni degli esperti
Che sia totale o parziale, la pericolosità di guardare direttamente tale fenomeno senza alcuna protezione adeguata è la medesima, e da giorni gli esperti stanno diffondendo le proprie raccomandazioni tramite i mezzi di comunicazione per scongiurare il pericolo che ci siano delle persone che vadano incontro a problemi di vista. La prima convinzione sbagliata da fugare è quella che basti essere dotati di un buon paio di occhiali da sole per potersi godere lo spettacolo della eclissi: niente di più falso. Lo stesso dicasi per l'utilizzo di pellicole o lenti colorate, perché queste non offrono una protezione affidabile per gli occhi. È pericoloso guardare l'eclissi attraverso la fotocamera del proprio smartphone o dal mirino di una fotocamera e anche affidarsi ad altri metodi fai da te come l'utilizzo di radiografie, negativi fotografici, cd e qualsiasi filtro improvvisato che si voglia adottare. Anche il metodo “dare solo una rapida occhiata” è fortemente sconsigliato e nelle Faq del suo sito la NASA dichiara che «non si dovrebbe mai presumere di poter distogliere lo sguardo abbastanza rapidamente da evitare dei danni».
L'unico modo sicuro per poter osservare questo fenomeno comprende l'utilizzo degli occhiali appositi dotati di filtri conformi a uno standard internazionale preciso, ossia la Iso 12312-2. Si tratta di filtri di leghe di cromo o alluminio disposte sulla superficie della lente che attenua la luce immediatamente percepibile, ma anche i raggi ultravioletti e gli infrarossi. Questo genere di prodotto blocca la quasi totalità della luce visibile anche nelle sue componenti più dannose per l'occhio umano. Nonostante la presenza della sigla predetta, solitamente nelle astine degli occhiali, è sempre bene testare questi ultimi all'interno di una abitazione, dove non si dovrebbe essere in grado di vedere niente, o durante una giornata di sole intenso, dovendo essere in grado di smorzare grandemente tale intensità.
Depositphotos (wollertz)Eclissi: non una sola tipologia
Per gli esperti molti problemi nascono anche dall'errato atteggiamento delle persone che tendono a confondere una eclissi totale, parziale o anulare ritenendo le ultime due meno pericolose e invasive. L'eclissi parziale, invece, mette a grave rischio la salute della retina dato che la riduzione della luminosità induce la pupilla a dilatarsi maggiormente per osservare un disco solare che, anche se parzialmente coperto, mette un quantitativo di raggi ultravioletti e infrarossi di molto superiore alla soglia di sicurezza consigliata. Non conta, quindi, quanto il Sole risulti coperto perché, come sottolineato dalla Nasa e dall'American Astronomical Society, fino a che una piccola parte della fotosfera solare resta visibile, non è sicura la sua osservazione senza gli adeguati strumenti di protezione.
Lo stesso discorso vale per l'eclissi anulare: l'"anello di fuoco" evidente durante questo suggestivo evento è pur sempre Sole visibile e quindi la sua osservazione diretta senza i filtri di cui si è parlato è ugualmente molto pericolosa. Solo durante il raggiungimento dell'apice di una eclissi solare è possibile osservare il Sole a occhio nudo, essendo questo completamente coperto, ma solo per un tempo molto ridotto. Quanto accadrà il 12 agosto prossimo sarà una eclissi totale solo in alcune regioni della Spagna e dell'Islanda, mentre per il resto dell'Europa, Svizzera compresa, si concretizzerà in una eclissi parziale motivo per il quale non è possibile fare a meno della protezione adeguata durante tutta la durata del fenomeno.
IMAGO / Christian HeilwagenChi ha riportato danni permanenti
Al mondo ci sono diverse persone che hanno riportato dei danni permanenti dopo aver guardato una eclissi solare a occhio nudo. Nel 1962, Lou Tomososki era un liceale dell'Oregon affascinato dal fenomeno dell'eclissi solare di cui aveva parlato in classe il suo professore di scienze. «Se lo fissi abbastanza a lungo la luminosità scompare» aveva suggerito il giovane all'amico Roger Duval, ed entrambi erano rimasti a guardare il Sole scomparire dietro la Luna. Quella stessa notte, sia Tomososki che il suo amico iniziarono a notare dei problemi alla vista che furono proprio ricondotti al fatto di aver guardato l'eclissi senza alcuna protezione. «Nell'occhio destro ho una zona d'ombra della grandezza di un pisello, non riesco a vedere intorno a quella macchia» ha raccontato Tomososki ai mass media. Da quel lontano 1962 convive con un punto cieco parziale al centro dell'occhio, che limita la sua visuale.
Fred Karst aveva appena quindici anni quando nel 1972 guardò l'eclissi solare alternando gli occhi per circa un minuto. «Non ho sentito alcun dolore, non faceva male. È stato bello da guardare ma ignoravo i danni a lungo termine che avrebbe comportato (…) è come in una fotografia con il flash, vedi quella luce che rimane anche dopo lo scatto. La vedo sempre« ha raccontato all'emittente televisiva WTOC l'uomo, che è diventato ingegnere proprio perché «non potevo più diventare un pilota o un astronauta avendo una visione parziale». Nel 1977 Joyce Gladson, all'epoca una giovane studentessa di Dayton nell'Ohio, ha riportato anch'essa una grave lesione all'occhio sinistro: «Quando sono tornata a casa da scuola sono uscita pensando che avrei visto la luna passare davanti al sole e così mi è capitato di iniziare a guardare in alto senza nessuna protezione per gli occhi«. La donna ha raccontato di aver iniziato ad avvertire come «delle luci galleggianti«, ricevendo successivamente come diagnosi dal medico quella di una «retinopatia solare all'occhio sinistro».
Nel 2017 Nia Payne, una donna di Staten Island, ha riportato una grave lesione alla retina dopo aver guardato l'eclissi con un paio di occhiali difettosi. La donna, come raccontato alla Abc7, aveva comprato degli "occhiali da eclissi" da un rivenditore lungo la strada per poi scoprire a sue spese che non avevano la certificazione adatta. La Payne ha così riportato un danno permanente alla retina dell'occhio sinistro e «ogni minuto di ogni giorno, vedo l'eclissi sotto forma di una macchia scura proprio al centro della mia visione». Come visto, non si tratta di mere leggende metropolitane, ma al mondo esistono davvero delle persone che hanno riportato danni permanenti ai propri occhi per aver guardato una eclissi solare senza le opportune protezioni, e le loro storie servono da monito per non commettere gli stessi errori.
IMAGO / Anadolu AgencyIn Ticino: dove vederla - e quali aree evitare
Come detto, l'eclissi sarà visibile anche in Svizzera. Per farsi un'idea di quali saranno le zone migliori per assistere al fenomeno celeste (in sicurezza) si può fare riferimento alla mappa elaborata dal divulgatore scientifico italiano Alessio Zanol, che potete trovare al seguente link. È semplice: Zanol ha elaborato sia la direzione nella quale porsi per osservare l'eclissi, sia gli orari di massima e minima copertura. Il tutto con un margine di errore di appena qualche minuto. Le zone evidenziate in nero sono quelle da evitare per vari motivi, principalmente perché il sole tramonta dietro i rilievi montuosi prima o durante la fase di eclissi. Il consiglio? Cercare un versante esposto a ovest-nord-ovest o un punto con una buona altitudine, dal quale si sovrastano le vette circostanti.
Qualche esempio: il Basso Mendrisiosso sembra essere un'area particolarmente favorevole, con un orario esteso (circa 53 minuti) e una percentuale che supera il 90%. La massima copertura dovrebbe essere intorno alle 20.20. A Mendrisio si scende intorno al 55%, ma basta salire a Salorino per trovare condizioni più che favorevoli. Il centro di Lugano non sarà invece il luogo ideale dove assistere a una copertura ottimale: la previsione è di un oscuramento di circa il 50%, con picco alle 19.59. A meno che non si salga sul monte Brè e si guardi, come detto, verso ovest-nord-ovest. L'eclissi sarà "impallata" dai monti a Bellinzona, mentre a Locarno le condizioni non saranno ottimali.
Appendice 1
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