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«Davvero servono ore e ore per riaprire un’autostrada?»

È quanto chiedono al Consiglio di Stato sei granconsiglieri leghisti dopo il sabato sera da incubo vissuto sulla A2.
«Davvero servono ore e ore per riaprire un’autostrada?»
Foto lettore
Fonte Stefano Quadri
«Davvero servono ore e ore per riaprire un’autostrada?»
È quanto chiedono al Consiglio di Stato sei granconsiglieri leghisti dopo il sabato sera da incubo vissuto sulla A2.

BELLINZONA - Dopo il caos scoppiato ieri sera sulla A2 in seguito a un grave incidente avvenuto all'altezza di Mezzovico, scatta l'interrogazione al Consiglio di Stato.

A chiedere chiarimenti al Governo sono i granconsiglieri della Lega dei Ticinesi Stefano Quadri (primo firmatario), Boris Bignasca, Omar Balli, Raffaella Zucchetti, Andrea Sanvido e Mauro Minotti. E la domanda centrale è: «Davvero servono ore e ore per riaprire un’autostrada?».

«È legittimo chiedersi se sia accettabile che un incidente possa paralizzare per oltre cinque ore la A2»
«Il grave incidente ha provocato sette feriti, di cui uno in pericolo di vita. A tutte le persone coinvolte e alle loro famiglie va anzitutto la nostra vicinanza, così come il ringraziamento ai soccorritori, ai pompieri e agli agenti intervenuti», esordiscono i deputati. «Ciò premesso, quanto accaduto sul fronte della gestione del traffico solleva diversi interrogativi. A seguito dell’incidente, la circolazione in direzione nord è stata bloccata e successivamente solo parzialmente ripristinata. La riapertura completa è stata annunciata non prima delle ore 23.00: oltre cinque ore dopo l’incidente. Le conseguenze sono state pesantissime. Si sono formate colonne fino a 13 chilometri tra Bissone e il Dosso di Taverne e numerosi automobilisti sono rimasti praticamente intrappolati sull’autostrada per tre o quattro ore, in una giornata caratterizzata peraltro da temperature elevate e da un traffico particolarmente intenso».

Famiglie con bambini, anziani e turisti si sono trovati fermi per ore, in alcuni casi senza acqua e senza possibilità di abbandonare l’autostrada, viene sottolineato. «Nessuno mette in discussione la priorità assoluta dei soccorsi né la necessità di effettuare accuratamente i rilievi necessari all’inchiesta. Ma proprio perché l’A2 costituisce la principale arteria stradale del cantone, è legittimo chiedersi se sia ancora accettabile che un incidente, per quanto grave, possa di fatto paralizzare per oltre cinque ore uno degli assi viari più importanti della Svizzera».

Non è inoltre la prima volta che in Ticino, dopo incidenti o eventi straordinari, i tempi necessari per restituire alla circolazione strade e infrastrutture di trasporto appaiono particolarmente lunghi, osservano i leghisti. «Occorre quindi capire se le procedure attualmente applicate siano ancora adeguate e se esista un vero concetto operativo volto non soltanto a garantire soccorsi e accertamenti, ma anche a ripristinare la mobilità nel minor tempo possibile».

«Non può diventare la normalità»
«La sicurezza viene prima di tutto. Ma sicurezza ed efficienza non possono essere considerate incompatibili. Tenere migliaia di persone ferme per ore sull’autostrada non può diventare la normalità ogni volta che si verifica un incidente», concludono i deputati.

Il Gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi chiede dunque al Consiglio di Stato:
- Qual è stata l’esatta cronologia della gestione dell’incidente di Mezzovico, dall’allarme fino alla completa riapertura dell’A2? A che ora sono terminati i soccorsi, i rilievi della Polizia, il recupero dei veicoli e le successive operazioni di ripristino?
- Per quali ragioni è stato necessario mantenere chiuso o fortemente limitato il traffico in direzione nord per oltre cinque ore?
- Una volta terminate le operazioni di soccorso, era tecnicamente possibile riaprire almeno una corsia garantendo contemporaneamente lo svolgimento dei rilievi e delle operazioni di recupero? In caso negativo, per quali motivi?
- Quali autorità ed enti hanno partecipato alla decisione di mantenere la chiusura e alla successiva riapertura?
- Come sono ripartite le competenze tra Polizia cantonale, USTRA, pompieri, servizi di soccorso e imprese incaricate del recupero dei veicoli?
- Esistono tempi-obiettivo o protocolli operativi per la riapertura dell’A2 dopo incidenti gravi? Se sì, sono stati rispettati nel caso di Mezzovico?
- Il Consiglio di Stato dispone di dati comparativi sui tempi medi necessari per la riapertura di un’autostrada dopo incidenti analoghi negli altri Cantoni? In caso affermativo, come si situa il Ticino nel confronto intercantonale?
- Come è stata gestita l’assistenza alle centinaia di automobilisti rimasti bloccati per ore sull’A2, in particolare considerato il forte caldo?
- Sono previste procedure per distribuire acqua o prestare assistenza a persone vulnerabili quando una colonna rimane completamente ferma per diverse ore?
- Perché non è stato possibile organizzare tempestivamente l’uscita dei veicoli già intrappolati nel tratto interessato, oppure predisporre ulteriori deviazioni e misure di alleggerimento della rete?
- Il Consiglio di Stato ritiene soddisfacente il coordinamento e la comunicazione agli utenti durante l’evento?
- È intenzione del Governo, d’intesa con USTRA e gli altri enti coinvolti, rivedere le procedure d’intervento, introducendo quale obiettivo esplicito – una volta garantiti soccorsi, sicurezza e conservazione delle prove – la riapertura almeno parziale dell’asse autostradale nel più breve tempo possibile?

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