C'è ancora chi è in fila per il Royal Pop

Un gruppetto di ragazzini è in attesa, dalle 6 di questa mattina, davanti al negozio Swatch di Lugano. Aspetta il rifornimento degli orologi da collezione con l'intento di rivenderli e guadagnare qualche franco.
LUGANO - Ad ormai tre mesi dal lancio, c'è ancora chi si mette in coda per i Royal Pop. Prova ne è la foto scattata nell'ora di pranzo al 9 di via Francesco Soave a Lugano.
Sono esclusivamente ragazzini. Lì dalle 6 del mattino (con tanto di sedia pieghevole), praticamente tutti i giorni, ad attendere un nuovo rifornimento degli orologini in bioceramica realizzati da Swatch in collaborazione con Audemar Piguet.
Un'attesa non tanto dettata dalla passione per l'orologeria, quanto dalla desiderio di speculazione, come ammettono candidamente. L'intento è infatti è quello di rivenderli subito tramite le piattaforme online. Guadagno: un centinaio di franchi, ma anche qualcosa in più. Dipende molto infatti dal colore. «Il rosso e il bianco hanno le quotazioni più alte», spiegano. Alcuni, a loro dire, possono essere rivenduti anche a 3mila franchi, a fronte di un valore di listino di 350 franchi.
Sarà vero? Dando un'occhiata al portale Chrono24 (una delle principali piattaforme a livello internazionale per la compravendita di segnatempo) effettivamente si trovano pezzi che si aggirano attorno ai 3mila franchi (qualcosina meno). Se poi ci sia qualcuno disposto ad acquistarli a quella cifra è un altro discorso.
Ciò che balza all'occhio è invece il fatto che siano rivenduti come orologi da polso (con tanto di cinturino aftermarket annesso) quando nascono come orologi da taschino, omaggio al Royal Oak 5691 prodotto a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70. Pezzo di ben altro pregio e, ovviamente, di tutt'altro valore. Per pochi appassionati danarosi.



