«Un ultimo regalo dopo questo omaggio a Locarno? Che qualcuno mi chiami per un altro film»

L'attore ginevrino Jean-Luc Bideau premiato a Locarno, tra ricordi e nuovi sogni.
LOCARNO - Jean-Luc Bideau riceverà domani un premio alla carriera al Locarno Film Festival, dove presenterà, fuori concorso, "Ah que le bonheur est proche!"(letteralmente Ah, quanto è vicina la felicità!) di François-Christophe Marzal. A 86 anni, l'attore ginevrino ripercorre con lucidità e senza nostalgia la sua carriera.
Di fronte a questa doppia attualità, «ovviamente sono lusingato», ha confidato a Keystone-ATS, che ha ricevuto insieme alla moglie Marcela Salivarova Bideau nel loro appartamento ginevrino.
Figura di spicco del nouveau cinéma suisse (movimento cinematografico d'avanguardia nato a metà degli anni Sessanta), Bideau ritiene che un'improvvisazione in un film di Michel Soutter abbia avuto un ruolo decisivo nella sua carriera. Regista ginevrino (1932-1991), Soutter era uno dei membri fondatori del Gruppo dei 5 (Groupe 5), insieme ai registi Alain Tanner, Claude Goretta, Jean-Louis Roy e Jean-Jacques Lagrange. Questo collettivo ha incarnato il rinnovamento del cinema romando già dalla fine degli anni Sessanta, con il sostegno della Télévision suisse romande, oggi denominata RTS.
Bideau dà un volto a quell'epoca
«Abbiamo girato quel film, “James ou pas” (1970), che era, come tutti quelli di Soutter, molto poetico e difficile da seguire. Lui mi ha detto: «Fai un'improvvisazione». Così mi sono lanciato con il pallone da calcio, poi ne ho fatta un'altra sul Palazzo Chaillot (edificio in stile Art déco situato in Place du Trocadéro, nel XVI arrondissement di Parigi), improvvisando sul modo in cui si entra lì dentro», spiega.
«Credo che quelle scene abbiano colpito Tanner e Goretta, che in seguito mi hanno ingaggiato per La Salamandra con Bulle Ogier (1971) e poi per L'Invito (1973)».
L'attore ha recitato in film internazionali sotto la regia di registi prestigiosi, tra cui Claude Chabrol e Costa-Gavras, e ha partecipato a successi di pubblico come Amarsi?... Che casino! (1979). Riconosce tuttavia di aver talora nuociuto alla propria carriera accettando troppi progetti solo per guadagnarsi il pane.
Ammette: «Ho recitato sciocchezze»
«Ho fatto sciocchezze, apparizioni televisive inutili. La mia personalità è stata un po' messa in secondo piano da tutte quelle cose che facevo per guadagnarmi da vivere». Col senno di poi, ritiene che gli attori americani proteggano maggiormente la propria immagine. «Io, invece, non ci ho prestato attenzione».
Tra tutti i suoi ruoli, nutre un affetto particolare per quello in Belle (1973) di André Delvaux. «Mi piaceva molto quel personaggio completamente travolto dagli eventi, che si innamora di una donna di cui non si sa se esista davvero o se sia solo un fantasma».
L'attore ginevrino ricorda anche l'Invito di Claude Goretta, una satira sociale sulla vita d'ufficio che nel 1973 vinse il premio della giuria a Cannes, come un raro momento di libertà. «In quel film facevo quello che volevo. Mi sono dedicato completamente al ruolo».
Sebbene il cinema rimanga il suo mezzo espressivo preferito, Bideau rivendica un approccio istintivo alla professione. «Non sono un attore che studia la parte. Imparo molto male i testi e, poco a poco, entro nel personaggio». Aggiunge poi che tutto dipende dal regista: «Bisogna imbattersi in qualcuno che sappia esigere qualcosa da te».
Questa esigenza la ritrova in sua moglie Marcela, che ha realizzato, tra l'altro, una regia molto apprezzata alla Comédie-Française (il solo teatro francese di Stato che dispone di una compagnia permanente di attori), grazie alla quale Bideau è riuscito a entrarvi come membro. L'attore attribuisce alla sua partner un'influenza determinante.«Lei conosce soprattutto i miei difetti», dice scherzando. «Ho ancora voglia di recitare».
Bideau è pronto per un nuovo ruolo: «Ho ancora voglia di recitare»
Presentato a Locarno, "Ah que le bonheur est proche!" Potrebbe essere la pellicola con uno degli ultimi grandi ruoli di Bideau al cinema, anche se l'attore non vuole chiudere la porta a nuove proposte. «Ho ancora voglia di recitare, ma sono un po' esausto».
Il progetto, la cui idea iniziale è attribuita a Marcela, ha subito diverse revisioni prima di diventare il film diretto da Marzal. Bideau interpreta un attore ormai anziano che recita nel ruolo di Don Chisciotte e i cui vuoti di memoria cominciano a preoccupare chi gli sta vicino.
Bideau continua a guardare i film con gli occhi di un attore: «La trama non mi interessa più di tanto. Guardo la recitazione». Un ultimo regalo dopo questo omaggio a Locarno? «Basta che nuovi registi mi contattino per un altro film».



