Le creme solari "fanno venire il cancro"? «Pura fantasia»

Sui social, tra influencer e celebrità, imperversa una nuova teoria: le creme solari sono pericolose ed esporsi al sole senza protezione fa bene. E ora ci si mette pure il rapper Salmo.
BELLINZONA - «Purtroppo io, come tanti, ho messo le creme solari. E il risultato è il cancro della pelle». È quanto ha dichiarato il celebre rapper italiano Salmo in un video condiviso pochi giorni fa sui social media, mostrando una cicatrice sul viso lasciata dall’asportazione di un carcinoma. Lo stesso messaggio che stanno diffondendo, negli ultimi mesi, numerose celebrità, influencer e medfluencer a livello internazionale.
“Le creme solari sono pericolose, tossiche e cancerogene”, e “esporsi al sole fa bene alla salute”, viene detto in tutte le forme. Ma c’è qualcosa di vero in queste narrative? Noi ne abbiamo parlato con delle esperte.
«Fake news, le creme sono sicure»
«Si tratta di fake news, di pura fantasia», spiega la dottoressa Vittoria Espeli, vicepresidente della Lega Cancro Ticino e viceprimario di Oncologia medica presso l’Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI). «Le creme solari autorizzate in Svizzera e in Europa sono sicure: vengono sottoposte a rigorose valutazioni di sicurezza prima di essere immesse sul mercato. I filtri UV utilizzati devono essere valutati e autorizzati dalle autorità competenti».
«Tutti possono esprimere le loro opinioni. Ma i fatti sono altri»
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la dottoressa Cristina Mangas, dermatologa specializzata in tumori cutanei e viceprimario di Dermatologia all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. «Nella nostra società c’è la libertà di espressione, ed esprimere la propria opinione va bene, ci mancherebbe. Ma queste restano le opinioni di uno o più personaggi che, anche se famosi o molto seguiti sui social, non hanno le dovute competenze sull'argomento. Quello che dicono, dunque, non può avere lo stesso peso di quello che viene esposto dagli esperti. Perché i fatti della scienza ci dicono tutt’altro: il 90% dei tumori cutanei, e l’80% dei melanomi, sono associati alle mutazioni cellulari dovute alle radiazioni provocate dal sole».
Ecco cosa ha sollevato il polverone
Per quanto concerne gli ingredienti delle creme solari, intanto, la dottoressa Mangas fa chiarezza, contestualizzando l’origine di queste congetture.
«A creare dibattito è stato uno studio che ha rilevato che le persone che usavano la crema per esporsi al sole avevano una incidenza maggiore di tumori. Il punto è che nello studio non viene dimostrato che questo avvenisse a causa della crema, si è ipotizzato piuttosto che questo risultato fosse legato a un'applicazione inadeguata o per via del fatto che queste persone passavano più ore esposte al sole».
I dati emersi da questo studio, insomma, sono stati strumentalizzati. «Se si legge l'articolo si comprende che dal punto di vista statistico emergono quelli che chiamiamo "bias", o fattori di confusione. Se non si tiene conto di questi si può giungere a conclusioni scorrette».
Tra filtri e ingredienti
Per quanto riguarda poi le creme solari nello specifico, Mangas precisa che ne esistono soprattutto di due tipi: quelle con filtri fisici/minerali/inorganici e quelle con filtri chimici/organici. «La principale differenza è che i filtri fisici contengono particelle di dimensioni tali da non penetrare la pelle. Se una persona vuole essere molto precisa, dunque, queste creme possono essere considerate più sicure».
Ci sono poi le creme che contengono filtri chimici, che invece, in parte, si assorbono nella pelle. «Alcuni ingredienti contenuti in queste creme, in particolare si è parlato dell’oxybenzone, possono essere considerati potenzialmente cancerogeni e interagire con il sistema endocrino. Ma non c’è alcuna evidenza scientifica che le quantità assorbite attraverso la pelle possano rappresentare un pericolo per la salute», evidenzia la dermatologa.
A dover far paura, insomma, è altro.
«La pelle ha una memoria»
L'accumulo di esposizioni al sole senza protezione, nello specifico, può portare a serie conseguenze. «La pelle ha una memoria. L'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV) può danneggiare il materiale genetico e aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle come il melanoma o altri tipi di tumori cutanei», sottolinea la dottoressa Espeli. «Inoltre accelera l'invecchiamento della pelle e può provocare danni agli occhi». Particolarmente pericolose sono le scottature subite durante l’infanzia e l’adolescenza: «Aumentano il rischio di melanoma in età adulta».
Per gli uomini, è il terzo tumore più frequente
E le cifre parlano chiaro. In Ticino il melanoma cutaneo è il terzo tumore più frequente negli uomini e il quarto nelle donne: ogni anno si registrano, in media, 220 nuovi casi. Il 75% delle diagnosi avviene oltre i 50 anni e il trend è in crescita per entrambi i sessi, con un aumento più marcato tra gli uomini.
La crema solare, in tutto ciò, è un validissimo alleato. Ma, precisano le specialiste, presa singolarmente non basta: importanti sono anche misure di protezione come evitare l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata, ripararsi all’ombra e usare capelli, occhiali da sole e vestiti.
«Non cercate l'abbronzatura»
«Il messaggio da dare è: non cercate l’abbronzatura», aggiunge la dottoressa Mangas. «Cercarla è un’attitudine sbagliata perché di fatto l’abbronzatura è una difesa della pelle a una minaccia, quella dei raggi UV. Il corpo produce melanina perché è una forma di fotoprotezione naturale».
«Occhio critico. Sui social tanta autocelebrazione»
Intanto, però, messaggi come quello di Salmo attraggono tantissima attenzione. «Sui social network ci sono molte testimonianze o professionisti che comunicano messaggi corretti, ma purtroppo esistono anche le fake news, spesso basate su promesse semplici e rassicuranti», osserva Loredana Turri, direttrice della Lega Cancro Ticino. «Il desiderio di fare qualcosa in più per la propria salute può rendere difficile interpretare messaggi privi di basi scientifiche».
Va ricordato, in questo senso, «che i social network sono strumenti utilizzati da alcuni per l’autocelebrazione e la ricerca di consenso. È fondamentale sviluppare un atteggiamento critico: non tutte le informazioni trovate online hanno lo stesso valore. È importante verificare le fonti, distinguere tra opinioni personali e dati scientifici e affidarsi a informazioni provenienti da professionisti qualificati e società scientifiche riconosciute».
Lotta alla disinformazione
Combattere la diffusione di questi messaggi, però, non è affatto semplice. «Contrastare la disinformazione è una sfida continua», conclude Turri. «Informazioni false o fuorvianti possono diffondersi molto rapidamente sui social. Per questo riteniamo importante continuare a investire nell'informazione e sulla prevenzione utilizzando un linguaggio chiaro, comprensibile e vicino alle persone. Una collaborazione con le istituzioni e le scuole permetterebbe di sensibilizzare al riconoscimento della disinformazione e all'importanza della prevenzione».
I "rimedi" contro i tumori
Un altro fenomeno diffuso sui social è quello delle figure che promuovono presunti rimedi naturali contro i tumori. Recentemente, in tal senso, vengono spesso citati il bicarbonato, la curcuma e altre sostanze naturali. «Non siamo contrari ai benefici di prodotti naturali, ma certamente non tolleriamo le fake news che da una parte possono creare false speranze nei pazienti e nelle famiglie, e dall’altra possono portare alcune persone ad abbandonare o ritardare trattamenti efficaci», commenta Lega Cancro Ticino. «La curcuma sembra avere proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Tuttavia, gli studi disponibili non dimostrano che possa curare i tumori. Anche il bicarbonato è stato proposto come presunta “cura” contro il cancro sulla base di teorie non supportate da studi clinici affidabili. Non esistono prove scientifiche che possa modificare il microambiente tumorale in modo da bloccare la malattia o ottenere guarigioni».
@lebonwski.official Tumore della pelle
♬ audio originale - Salmo Official



