Un mese di pioggia? Forse non basterebbe

Siccità prolungata, la canicola che non molla e l'appello dell'AAT a ridurre il consumo d'acqua. Ma per quanti giorni dovrebbe piovere per colmare l'attuale deficit idrico? Lo abbiamo chiesto a MeteoSvizzera
LOCARNO - Periodi prolungati così aridi come quelli che stiamo vivendo in queste settimane, a Sud delle Alpi, se n'erano visti in poche ─ pochissime ─ occasioni. Per contare le annate peggiori, prendendo come riferimento Locarno Monti e considerando gli ultimi cento anni, sono sufficienti le dita di una mano. E non serve nemmeno impiegarle tutte: solo nel 2003 e nel 1976 il Ticino era rimasto a bocca, ancora, più asciutta.
Torniamo però subito al presente. La carenza di precipitazioni ha infatti trovato nelle continue ondate di caldo intenso di questa estate, che sostanzialmente proseguono senza sosta dalla metà di giugno, un terribile alleato, innalzando il livello di allerta (non solo in Ticino) che ha trovato il suo culmine con l'appello, lanciato dall'Associazione Acquedotti Ticinesi, a fare un utilizzo quanto più parsimonioso possibile dell'acqua. E così, tra chi spera nell'arrivo di un po' di pioggia e chi, direttamente, prega, ci siamo chiesti: per quanti giorni dovrebbe piovere, con una certa costanza, per andare a colmare l'enorme deficit accumulato?
Quanti giorni di pioggia ci servono?
È chiaramente una domanda dai risvolti poco scientifici. Ma abbiamo provato comunque a rivolgerla a MeteoSvizzera. E, come ci conferma il meteorologo Lorenzo Di Marco, «non esiste una risposta precisa, perché conta soprattutto quanta acqua cade, con quale distribuzione territoriale e in quanto tempo» ma attraverso i dati possiamo tracciare i possibili scenari.
«Se guardiamo agli ultimi 12 mesi alla stazione di Locarno-Monti, allo stato attuale la somma delle precipitazioni corrisponde a 1252.5 mm, contro una norma (per il periodo 1991-2020, ndr.) di 1855.1 mm. Le precipitazioni cadute sinora rappresentano solo il 67% della norma, abbiamo dunque un deficit del 33%, pari a 602.6 mm. Se consideriamo solamente l’anno corrente, da gennaio a inizio agosto 2026, il deficit risulta addirittura superiore (46%)», spiega Di Marco, tracciando il quadro attuale.
Per poter colmare il deficit dell'ultimo anno, prosegue, «servirebbero circa 600 mm di precipitazioni diffuse sull’insieme del territorio». Il che, tradotto in giorni, per tornare alla nostra domanda, può restituire diverse tempistiche a seconda dell'intensità delle piogge.
Nel caso di deboli precipitazioni (nell'ordine dei 5-10 mm al giorno) servirebbero dai 60 ai 120 giorni; con piogge moderate (15-25 mm al giorno) ne occorrerebbero dai 24 ai 40 giorni; infine, in caso di piogge intense e persistenti (30-50 mm al giorno) sarebbero necessari dai 12 ai 20 giorni per riuscire ad azzerare il "disavanzo" idrico sul nostro territorio.
E i temporali?
E no, quei bei temporali che, di tanto in tanto, hanno spezzato temporaneamente il dominio della canicola, non bastano. Neanche quelli più estremi, capaci di riversare grossi quantitativi di acqua nel giro di poche decine di minuti. «Un singolo evento temporalesco non basta a compensare mesi di deficit idrico», evidenzia Di Marco. «I temporali possono portare quantitativi abbondanti di acqua in poco tempo, ma spesso solo a livello locale. Oltre a ciò parte di quest’acqua defluirebbe rapidamente nei fiumi e nei laghi».
Inoltre, va messo in conto che quando forti e improvvisi nubifragi si abbattono su terreni resi aridi e compatti dalla prolungata siccità, la capacità di questi ultimi di assorbire l'acqua rapidamente e in profondità ne risulta assai debilitata e di conseguenza il rischio di un forte ruscellamento superficiale cresce, con tutti quei pericoli che anche la storia recente ci ha insegnato, purtroppo, a conoscere.



