Fatture, affitto e cassa malati, le difficoltà di 98 famiglie

Dai risultati del sondaggio sul progetto Cesto Solidale Amélie emerge l'importanza di rafforzare la rete di aiuti e migliorare la varietà dei prodotti distribuiti.
PREGASSONA - Sono 98 le famiglie sostenute dal progetto Cesto Solidale Amélie, un’iniziativa che negli ultimi mesi ha assunto un ruolo sempre più centrale nel supporto alle persone in difficoltà. A delineare il quadro è un sondaggio compilato da 32 nuclei familiari, circa un terzo dei beneficiari.
Da un progetto a un servizio stabile
L’iniziativa è nata tra gennaio e marzo dello scorso anno grazie a una raccolta alimentare promossa dall’Associazione Amélie, con il coinvolgimento di cittadini e scuole. «I prodotti raccolti sono stati distribuiti tramite la Casetta Amélie, ma l’aumento delle richieste ha portato rapidamente alla creazione di un servizio stabile - spiega il presidente dell'associazione Marco Imperadore - con distribuzioni settimanali rese possibili dalla collaborazione con commercianti locali e con il Tavolino Magico».
Va detto che non tutte le famiglie hanno però partecipato al sondaggio. La ragione? Le difficoltà linguistiche, che hanno reso complessa la comprensione del questionario, nonostante il supporto dei volontari di Amélie.
98 famiglie aiutate
«I risultati - continua Imperadore - vanno quindi letti come il punto di vista di chi ha scelto di rispondere e non possono essere automaticamente estesi a tutte le 98 famiglie. La mancata partecipazione non deve tuttavia essere interpretata come assenza di bisogno o di interesse verso il progetto».
Dai dati emerge un quadro di forte precarietà: molte famiglie hanno più figli a carico e provengono da contesti diversi, mentre nella maggior parte dei casi manca un’occupazione stabile. Anche quando presente, il reddito risulta spesso insufficiente a coprire le spese essenziali.
Affitto, fatture e cassa malati
Le principali difficoltà riguardano l’acquisto di generi alimentari, il pagamento dell’affitto, delle fatture e dei premi della cassa malati. La motivazione principale che spinge le famiglie a rivolgersi al Cesto Solidale è la difficoltà economica, seguita dalla mancanza di lavoro e dalla necessità di contenere le spese per il cibo. Senza questo aiuto, il 74% degli intervistati ritiene che la propria situazione peggiorerebbe.
Il servizio riceve una valutazione molto positiva: il 47% degli utenti si dichiara molto soddisfatto e il 50% soddisfatto. Anche la qualità dei prodotti è giudicata buona o molto buona dalla quasi totalità dei partecipanti, mentre la quantità è ritenuta adeguata da circa il 90% degli intervistati.
Gli articoli più richiesti
Tra i prodotti più richiesti figurano frutta e verdura, alimenti di base, latticini, carne, pesce e articoli per l’igiene personale. Alcuni beneficiari segnalano la necessità di aumentare la varietà e la frequenza della distribuzione, oltre a una maggiore presenza di prodotti freschi.
Il funzionamento del progetto è garantito dall’impegno costante di nove volontari, che ogni settimana dedicano circa 35 ore alla raccolta, selezione e distribuzione dei prodotti, oltre all’accoglienza delle famiglie.
Il Cesto Solidale Amélie si conferma così non solo come un aiuto concreto sul piano alimentare, ma anche come uno spazio di ascolto e sostegno per persone in situazione di vulnerabilità. «Le indicazioni emerse dal sondaggio serviranno a migliorare ulteriormente il servizio e a rafforzare la rete di collaborazioni sul territorio», conclude Imperadore.



