No, il morso della zecca non fa male

Il DSS smonta otto falsi miti sulle zecche. Ecco come difendersi
BELLINZONA - «Conoscere meglio significa proteggersi meglio». Tenendo fede a questo principio, tramite social, il DSS ha deciso di sfatare 8 "miti" sulle zecche. «Attorno a questi piccoli animali girano ancora molte false convinzioni», scrive il DSS ricordando come questi «artropodi parassiti che si nutrono di sangue e possono trasmettere malattie come la borreliosi di Lyme e la meningoencefalite da zecca (MEVE)».
Non muoiono d'inverno e non si trovano solo nel bosco
In primis, le zecche non muoiono in inverno. «Diventano attive quando la temperatura media al suolo supera i 7 gradi per 5 giorni. Il cambiamento climatico favorisce l'aumento della popolazione di zecche, prolungandone la stagione di attività e favorendone la sopravvivenza in inverno».
In secondo luogo, non si trovano solo nel bosco: «Si possono trovare anche al di fuori del loro habitat», per esempio «intorno a laghi e fiumi, parchi e giardini, campi sportivi e da gioco, pascoli o prati frequentati da animali d'allevamento».
Il morso non fa male
Le zecche non saltano e non si lasciano cadere dagli alberi. Aspettano su cespugli e piante basse (fino a 1,5 metri dal suolo), senza farsi notare, aspettano il passaggio di un animale sul quale potranno nutrirsi.
Il morso di una zecca non fa male. «La saliva contiene sostanze anestetiche e antinfiammatorie. La vittima solitamente non sente alcun dolore nel punto in cui è stata morsa. Tuttavia si può sentire del prurito».
Nessun liquido è adatto
L'olio di cocco non aiuta contro le zecche. «Nessun liquido è adatto per rimuovere le zecche. Le giuste misure di prevenzione sono indossare abiti lunghi, utilizzare repellenti efficaci e controllarsi bene al rientro a casa».
La lavatrice elimina le zecche: i vestiti vanno lavati almeno a 60 gradi. «Non è consigliabile gettare le zecche nel lavandino o nel water, possono sopravvivere sott'acqua fino a un mese».
L'abbigliamento non protegge al 100%
La zecca va tolta subito, senza aspettare il medico, «usando una pinzetta o una carta per zecche. Consultare sempre un medico se l'arrossamento si diffonde o se si manifestano sintomi influenzali».
Infine, l'abbigliamento giusto non protegge al 100%. «Anche se si indossano indumenti ben aderenti, dopo aver trascorso tempo all'aperto è necessario controllare accuratamente la presenza di zecche.»



