«Infantino è un problema»

Sull’esempio di Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, numerosi attori del calcio hanno criticato il presidente della FIFA per la sua ultima ossessione, quella di voler vendere i Mondiali
ZURIGO - Ecco le principali reazioni dopo l’annuncio di martedì da parte della Federazione internazionale di calcio (FIFA), associazione senza scopo di lucro, della sua volontà di creare una società per gestire le sue attività commerciali e attirare investitori esterni. Un progetto chiamato «FIFA Forward Enterprise (FFE)».
L’UEFA, l’Unione delle federazioni europee, in un comunicato:
«L’anima e la governance del calcio non sono capitali su cui speculare, soprattutto senza alcuna trasparenza sulla destinazione dei benefici finanziari. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA venderlo».
La Concacaf, la Confederazione del Nord, Centro America e Caraibi, in un comunicato:
«La Concacaf è stata informata dai media, poi da un comunicato stampa. Siamo profondamente preoccupati da questo procedimento». La Concacaf condivide «la delusione di numerosi attori della nostra regione e del mondo del calcio di fronte al fatto che questi dettagli siano stati elaborati e resi pubblici prima ancora che si sia svolta una discussione con le istanze dirigenti e le parti interessate».
Sepp Blatter, il predecessore di Gianni Infantino alla FIFA (1998-2015), in un messaggio su X:
«La stretta relazione tra il presidente della FIFA (Gianni Infantino) e il presidente degli Stati Uniti (Donald Trump) ha assunto una dimensione finanziaria che reca un grave pregiudizio al calcio. Nessuno ha il diritto di vendere il nostro sport».
Andy Burnham, il Primo ministro britannico, su X:
«Il calcio non appartiene agli investitori» ma a coloro «che riempiono le tribune e che si trovano a bordo campo settimana dopo settimana, che piova o ci sia il sole. La Coppa del mondo non è un prodotto. È la più grande competizione dello sport mondiale, e non è mai appartenuta a qualcuno per essere venduta».
Philippe Diallo, il presidente della Federazione francese (FFF), alla radio France Inter:
«Abbiamo scoperto tramite un comunicato stampa un progetto molto importante sul quale non abbiamo alcun dettaglio. E che (...) solleva molte domande senza che i membri che siamo, federazioni, abbiano potuto essere associati e non dispongano di alcun elemento particolare per esprimersi su temi che sono, evidentemente, fondamentali per il futuro del calcio».
Javier Tebas, il presidente della Liga spagnola, su X:
«Le competizioni e i diritti commerciali della FIFA non sono il patrimonio personale di Infantino. Chi mescola politica, disciplina, denaro e potere senza trasparenza non può dirigere nulla. Infantino non è la soluzione alla governance della FIFA. È il problema».
La FSA, l’Associazione dei tifosi di calcio, in un comunicato:
«Molti tifosi sono tornati dalla Coppa del mondo pensando che la FIFA non potesse più fare molto per rovinare ciò che amano nella più grande competizione di calcio. Meno di due settimane dopo il fischio finale, ha dimostrato che era sempre possibile cadere più in basso. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per combattere questa nuova decisione e tutte quelle che mettono gravemente in pericolo il futuro del calcio a vantaggio di guadagni commerciali a breve termine. Questo progetto non deve diventare una nuova tappa nel tentativo di Gianni Infantino di rimodellare il calcio senza tenere conto dei tifosi né dell’interesse generale del gioco».
Nel frattempo le diverse federazioni europee di calcio terranno una riunione d'urgenza mercoledì sotto l'egida dell'UEFA, ha indicato la ministra francese dello Sport, Marina Ferrari. Questo all'indomani dell'annuncio del progetto della FIFA di aprire la porta agli investitori privati tramite la creazione di una società.
«Prendo atto della riunione d'urgenza organizzata mercoledì tra le istanze europee del calcio. Di fronte a un progetto che potrebbe profondamente trasformare l'equilibrio del nostro sport, è indispensabile che gli attori europei parlino con una sola voce», ha scritto Marina Ferrari su X.
Martedì, la FIFA ha annunciato di voler creare una società, la FIFA Forward Enterprise (FEE), al fine di gestire le proprie attività commerciali così come l'organizzazione dei suoi tornei e di attirare investitori esterni, promettendo un gettito di 10 miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo del calcio. Già martedì, l'UEFA si era dichiarata contraria a questo progetto, vedendovi «una linea che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare». Da allora, diverse delle principali federazioni europee si sono anch'esse schierate contro questo progetto.



