Dieci anni fa la tragedia che distrusse una famiglia

Nel pomeriggio del 26 luglio 2016, sulla carreggiata nord dell’A2, una famiglia tedesca perse la vita in un incidente devastante.
QUINTO - Sono trascorsi esattamente dieci anni dalla tragedia di Quinto. Era il primo pomeriggio del 26 luglio 2016 quando, sulla carreggiata nord dell’A2, una famiglia residente in Germania perse la vita in un incidente devastante. Nell’autovettura, schiacciata tra due camion, viaggiavano quattro persone: madre e padre, entrambi di 43 anni, e le loro due figlie di 12 e 8 anni. Nessuno di loro ebbe scampo.
L’impatto fu violentissimo. La monovolume su cui viaggiava la famiglia, regolarmente incolonnata, venne tamponata e spinta sotto il rimorchio del mezzo pesante che la precedeva, carico di pietre. Sull’asfalto rimasero detriti, bottiglie di plastica e il segno tangibile di una tragedia che sconvolse l'intero Cantone e non solo.
Le indagini successive individuarono come causa un colpo di sonno del camionista. Una perizia del Centro del sonno dell’Ospedale Regionale di Lugano accertò che l’uomo soffriva di una grave sindrome di apnee ostruttive del sonno, patologia in grado di provocare improvvisi episodi di sonnolenza. Una condizione di cui, tuttavia, non era consapevole.
Il procedimento giudiziario si concluse nel 2019 con il proscioglimento del conducente. La Corte delle Assise correzionali stabilì che non era possibile dimostrare una negligenza tale da configurare responsabilità penale. Nonostante avesse manifestato in passato problemi di sonnolenza, l’uomo aveva superato i test di idoneità alla guida pochi mesi prima dell’incidente. «La giustizia opera con gli strumenti che ha», affermò il giudice Mauro Ermani, sottolineando come, in assenza di colpa giuridicamente accertabile, non potesse esserci condanna.



