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SVIZZERA

Il franco sta per tornare super?

Petrolio e tensioni globali potrebbero segnare la fine dell'attuale fase di debolezza
Il franco sta per tornare super?
Depositphotos (wrangel)
Fonte Borsa & Finanza
Il franco sta per tornare super?
Petrolio e tensioni globali potrebbero segnare la fine dell'attuale fase di debolezza

ZURIGO - Il franco svizzero potrebbe entrare in una nuova fase di rafforzamento dopo circa due mesi di indebolimento. A ipotizzarlo sono gli esperti del portale economico italiano Borsa & Finanza.

Dalla fine di maggio il cambio euro/franco (Eur/Chf) è salito di oltre il 2%, superando quota 0,93 per la prima volta da gennaio, sostenuto dall’allentamento delle tensioni geopolitiche e dal differenziale dei tassi a favore di euro e dollaro. Negli ultimi giorni, però, il contesto internazionale è tornato a farsi più incerto: il deterioramento della situazione in Medio Oriente e il ritorno dei dazi statunitensi stanno riportando gli investitori verso gli asset rifugio. Il mercato si trova così diviso tra due forze opposte: da un lato il sostegno dei tassi, dall’altro il rischio geopolitico, storicamente favorevole al franco.

Le cause dell’indebolimento
Alla base della recente debolezza del franco c’è soprattutto la divergenza tra le politiche monetarie. La Banca nazionale svizzera ha mantenuto i tassi allo 0%, con un’inflazione allo 0,5% a giugno, riducendo l’attrattività della valuta. Al contrario, la Bce ha portato i tassi al 2,25% e potrebbe ulteriormente aumentarli, mentre la Federal Reserve, con tassi tra il 3,5% e il 3,75%, mantiene un orientamento restrittivo e non esclude nuovi rialzi.

Un anno volatile per il cambio
Nel 2026 il cambio euro/franco ha registrato forti oscillazioni. Nella prima fase il franco si è rafforzato fino a 0,8997, spinto dalle tensioni globali. Tra marzo e aprile l’euro ha recuperato fino a 0,9254, sostenuto dalle aspettative di rialzo dei tassi Bce legate all’aumento dei prezzi energetici. Il “Liberation Day” del 2 aprile ha poi innescato una nuova inversione, riportando gli investitori verso i beni rifugio. Infine, il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha ridotto temporaneamente il rischio geopolitico, favorendo un indebolimento del franco sopra quota 0,93.

Le prospettive
L’evoluzione dei prossimi mesi dipenderà dall’equilibrio tra differenziale dei tassi e tensioni geopolitiche. Il governatore della Bns, Martin Schlegel, ha ricordato che a marzo l’istituto «aveva aumentato la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi», avvertendo però che «il rischio di una forte pressione al rialzo sussiste ancora, dato che la situazione geopolitica resta incerta».

Attenzione poi al possibile rialzo del petrolio fino ai 100 dollari al barile: oltre questo livello potrebbe riattivarsi la domanda di valute rifugio, con un conseguente rafforzamento del franco svizzero.

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