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Risultati modesti e niente spazio ai giovani: Bottani inchioda Croci-Torti

«Non abbiamo visto un solo giovane locale integrarsi stabilmente in prima squadra. E non accetto la scusa secondo la quale mancavano i profili all’altezza»
Risultati modesti e niente spazio ai giovani: Bottani inchioda Croci-Torti
TI-Press
Risultati modesti e niente spazio ai giovani: Bottani inchioda Croci-Torti
«Non abbiamo visto un solo giovane locale integrarsi stabilmente in prima squadra. E non accetto la scusa secondo la quale mancavano i profili all’altezza»
L’ex attaccante bianconero ha duramente criticato l’allenatore. Per come si è consumato l’addio, per quanto raccolto negli anni, per il poco coraggio mostrato con i giovani.
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LUGANO - Bandiera del Lugano “ammainata” alla fine della scorsa stagione, Mattia Bottani si sente ancora un calciatore. Del suo futuro, però, nonostante qualche chiacchierata con squadre di Super e Challenge League, non sa nulla. Può in ogni caso raccontare del passato, ed è quello che ha fatto al cdt, facendo un ritratto non certo “dolcissimo” di Mattia Croci-Torti, colui il quale lo ha in qualche modo spinto fuori dal club bianconero, macchiando anche la sua ultima partita a Cornaredo: «Avrei voluto salutare da titolare, con la fascia al braccio», ha spiegato l’attaccante, sottolineando come le condizioni fisiche gli avrebbero permesso di partire dall’inizio mentre la mezz’ora conclusiva con il Basilea è stata fatta passare quasi come un regalo. 

Una mancanza di rispetto da parte del Crus? Il rapporto con il mister, ha ammesso Bottani, non era più lo stesso da anni, più per aspetti umani che tecnici: «Mi aspettavo solo un confronto sincero». L’allenatore ha accettato in silenzio diverse decisioni societarie che hanno portato all’allontanamento di figure storiche dello staff, «Perciò non mi aspettavo che le cose, con me, andassero diversamente, anche perché il nostro rapporto si era incrinato da anni. Avrei solo voluto un confronto sincero, guardandomi negli occhi. Ma per farlo servivano coraggio e coscienza pulita; si è preferito far finta di nulla fino all’ultimo giorno».

Diverso il giudizio sulla dirigenza, ritenuta pragmatica e orientata alla crescita del club, protagonista di importanti investimenti. Tuttavia, secondo il giocatore, i risultati sportivi non sono stati all’altezza del potenziale della rosa e delle risorse disponibili, soprattutto in un contesto in cui le principali rivali attraversavano momenti di difficoltà.

«Abbiamo concordato con la società di confermare Croci-Torti dopo l’addio di Braga. Eravamo un gruppo solido, esperto e collaudato: una squadra di uomini che avrebbe portato chiunque a vincere la Coppa (nel 2022). Ad ogni modo, già dopo quel trionfo le distanze tra me e il mister si sono ampliate. Ho provato ad aiutarlo, anche sul piano umano, ma col tempo alcune sue scelte mi hanno fatto perdere la stima nei suoi confronti. La società ha fatto un lavoro straordinario, investendo moltissimo in strutture, professionisti e ingaggi importanti, portando il club a un livello superiore. Proprio alla luce di questo budget e considerata la qualità della rosa a disposizione, ritengo che sul campo si sia raccolto meno di quanto fosse possibile. Lo Young Boys non è stato lo schiacciasassi del passato, il Basilea è colato a picco, e Zurigo e Servette hanno vissuto alti e bassi. Il Lugano doveva raccogliere di più. Si poteva lavorare meglio, così da permettere anche alla società di incassare cifre superiori».

Bottani, che ha confermato il suo amore per la maglia e la speranza che il nuovo stadio possa generare entusiasmo e spingere la squadra a grandi risultati, ha infine posto l’accento su un tema a lui caro: lo sviluppo dei giovani locali. Nonostante la stabilità e i risultati ottenuti, ha evidenziato come nessun talento del territorio sia riuscito a imporsi stabilmente in prima squadra, ribadendo l’importanza di investire con pazienza e continuità sui ragazzi. «Abbiamo avuto per anni un allenatore che ha sempre rivendicato con orgoglio le proprie radici ticinesi. Ma con cinque anni di stabilità, forza contrattuale e una Coppa in bacheca, concretamente che cosa è stato fatto per i ragazzi del posto? Non abbiamo visto un solo giovane locale integrarsi stabilmente in prima squadra. E non accetto la scusa secondo la quale mancavano i profili all’altezza: i giovani richiedono solo pazienza, lavoro e attenzione».

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Ultimo aggiornamento: 15.09.2026 14:00
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