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Un assedio lungo 120 minuti: la Spagna è campione del mondo

L'Argentina non tira mai in porta e resiste fino ai supplementari, poi Ferran Torres firma il gol che vale il titolo mondiale.
Un assedio lungo 120 minuti: la Spagna è campione del mondo
Imago
Un assedio lungo 120 minuti: la Spagna è campione del mondo
L'Argentina non tira mai in porta e resiste fino ai supplementari, poi Ferran Torres firma il gol che vale il titolo mondiale.
Mondiali19.07.2026
Spagna
1 - 0
Argentina
MONDIALI 2026: Risultati e classifiche

EAST RUTHERFORD - Doveva essere la sfida tra allievo e maestro, tra Lamine Yamal e Leo Messi. Alla fine, però, nessuno dei due si prende la scena in una finale intensa, tattica e tutt'altro che spettacolare. A fare la differenza è una Spagna padrona del campo dall'inizio alla fine, premiata solo ai tempi supplementari dalla zampata di Ferran Torres contro un'Argentina arroccata in difesa e incapace di calciare anche una sola volta verso la porta di Unai Simón.

Dopo una fase iniziale di studio arriva il primo botta e risposta. Yamal impegna Emiliano Martínez con un sinistro deviato da Lisandro Martínez; sull'azione successiva Unai Simón legge alla perfezione il lancio di Julián Álvarez e anticipa in uscita Messi, lanciato in profondità. Saranno, di fatto, gli unici squilli di un primo tempo estremamente bloccato.

La Spagna tiene il pallino del gioco, monopolizza il possesso e prova a schiacciare l'Albiceleste nella propria metà campo. L'Argentina, invece, si limita a difendersi con ordine, aggrappandosi alla solidità del reparto arretrato e alle rare accelerazioni di Messi. Le occasioni si contano sulle dita di una mano. Al 39' Oyarzabal costruisce la prima vera opportunità, ma il suo destro centrale viene neutralizzato senza problemi da Martínez.

Nel finale della prima frazione arriva anche la prima tegola per Scaloni: dopo essere stato ammonito, Lisandro Martínez è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema fisico, lasciando il posto a Otamendi. È l'ultimo episodio di un primo tempo povero di emozioni. Del resto, quando la posta in palio è così alta, lo spettacolo passa spesso in secondo piano.

Dopo un intervallo allungato dallo show di Madonna - impreziosito dai cameo di Ronaldo e Ronaldinho - il copione non cambia. L'Argentina inserisce Paredes al posto di Nico González per dare maggiore equilibrio al centrocampo, ma è ancora la Spagna a fare la partita. Baena si costruisce subito una buona occasione, senza però inquadrare la porta.

L'Albiceleste continua a non produrre nulla in fase offensiva, limitandosi a spezzare il gioco con aggressività. Paredes rimedia il giallo per una gomitata a Rodri lontano dal pallone e poco dopo rischia il secondo cartellino. La Spagna, pur dominando il possesso, fatica a trovare il varco giusto contro una difesa che resiste con le unghie e con i denti, respingendo ogni tentativo di Oyarzabal e Cucurella.

I problemi fisici continuano a colpire gli argentini: dopo Lisandro Martínez è Montiel a fermarsi, sostituito da Molina. Poco più tardi De la Fuente cambia volto alla sua squadra inserendo Pedri e Ferran Torres per Ruiz e e Oyarzabal.

La pressione spagnola aumenta minuto dopo minuto. Tre calci d'angolo consecutivi mettono ancora in difficoltà Martínez, mentre il sinistro su punizione di Yamal si infrange contro la barriera.

E non è finita. Anche Cristian Romero è costretto a uscire per infortunio, lasciando spazio a Medina. L'Albiceleste perde un altro pilastro difensivo, mentre la Spagna continua a macinare gioco anche grazie all'ingresso di Nico Williams e del solito Merino, trasformando gli ultimi minuti in un autentico assedio.

L'immagine simbolo del finale è il secondo giallo rimediato da Enzo Fernández per un durissimo intervento su Cubarsí. Ridotta in dieci uomini e ormai allo stremo, l'Argentina si aggrappa disperatamente alla propria organizzazione difensiva. La Spagna continua a spingere, ma non trova il colpo del ko nei novanta minuti.

ImagoEnzo Fernández è appena stato espulso.

Come già accaduto nelle finali del 2010, del 2014 e del 2022, il titolo mondiale si decide quindi ai tempi supplementari. Un dato racconta meglio di ogni altro l'andamento della gara: dopo 97 minuti, l'Argentina non ha ancora effettuato nemmeno una conclusione verso la porta avversaria. E gli expected goal segnano un incredibile 0.00.

Nei supplementari il copione non cambia. Dibu Martínez tiene ancora a galla i suoi con un riflesso straordinario sulla deviazione ravvicinata di Nico Williams. Poco dopo lo stesso esterno trova anche il gol, annullato però per un fallo precedente di Merino su Otamendi.

L'assedio continua senza sosta. Merino spreca di testa una grande occasione, mentre Scaloni inserisce addirittura il difensore Senesi al posto di Álvarez, certificando la volontà di trascinare la sfida fino ai rigori.

Ma il muro argentino crolla all'inizio del secondo tempo supplementare. Nico Williams apparecchia per Ferran Torres, che questa volta non sbaglia e firma il gol che decide la finale.

L'Argentina prova un ultimo, disperato assalto, più con il cuore che con le idee, ma non ne ha più. Le speranze si spengono con il tiro alto (il primo di tutto l'incontro) di Giuliano Simeone a giochi ormai scaduti.

La storia è scritta. Dopo un torneo dominato dall'inizio alla fine, la Spagna conquista con pieno merito il suo secondo titolo mondiale, chiudendo una cavalcata straordinaria impreziosita anche dal nuovo record di imbattibilità (38 partite), sottratto all'Italia.

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