«Purtroppo non c'è stato il lieto fine, ma abbiamo comunque acceso una lampadina»

Il 37enne valmaggese Gori, affetto da autismo, non è riuscito a presenziare al concerto del suo idolo Max Pezzali in Piazza Grande per Moon+Stars. Il racconto della sorella Giulia: «Sommersi dall'affetto».
LOCARNO - Tanta gratitudine «per la generosità di centinaia di persone» e «l'affetto pazzesco» mostrato dopo il video che ha portato la storia (e il desiderio) del valmaggese Gori, affetto da autismo sin dalla nascita.
La richiesta della sorella Giulia era una: portare, o almeno provare a portare, il fratello a vedere il concerto di Max Pezzali in Piazza Grande, la sera di giovedì 16 luglio, nell'ambito del festival Moon+Stars. All'appello è poi seguita una reazione enorme, del tutto inattesa.
«L'affetto che ci è piovuto addosso è davvero incredibile e non ho proprio parole», ha confermato la giovane, il cui appello è arrivato anche all'organizzazione del festival locarnese: «Si sono offerti di trovare una location adatta a Gori, i biglietti e anche la possibilità di conoscere di persona Max Pezzali», continua.
Come già rivelato a tio.ch, anche ben due persone avevano accettato di condividere il proprio balcone sulla Piazza con i fratelli e una terza persona, una professionista specializzata nei disturbi autistici, che si era offerta di accompagnarli.
La serata, però, non è andata come si sperava: «Purtroppo al momento di salire in auto ha avuto un blocco, Gori non se l'è sentita di partecipare e nonostante tutti i nostri sforzi non c'è stato modo», spiega la 35enne nella clip condivisa su Instagram, «questo però è l'autismo e la gestione delle emozioni è difficile: insistere in questi casi è totalmente inutile.».
Come già ci è stato spiegato durante l'intervista, proprio le emozioni e l'eccesso di stimoli diventano barriere insostenibili per il ragazzo: «In quelle occasioni la sua reazione è la fuga verso una zona di comfort. Per lui è una sconfitta che si ripercuote sull'autostima. È una delle mille insidiose sfumature di questa condizione».
«Non c'è stato un lieto fine, perché così è la vita: non è una favola», ha concluso Giulia che si dice comunque «contenta» di come siano andate le cose: «Abbiamo dato visibilità a un tema importante, diciamo che abbiamo acceso una lampadina».



