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SVIZZERA

L'AI verso la bancarotta, forse già nel 2030: «A 18 anni in invalidità, non lavoreranno mai più»

Un'economia difficile e un boom di diagnosi per patologie mentali. L'Assicurazione invalidità svizzera naviga in acque turbolente. E si cercano finanziamenti.
L'AI verso la bancarotta, forse già nel 2030: «A 18 anni in invalidità, non lavoreranno mai più»
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Fonte NZZ
L'AI verso la bancarotta, forse già nel 2030: «A 18 anni in invalidità, non lavoreranno mai più»
Un'economia difficile e un boom di diagnosi per patologie mentali. L'Assicurazione invalidità svizzera naviga in acque turbolente. E si cercano finanziamenti.

2'000 rendite in più rispetto a quanto previsto nel 2025, una parte non trascurabile delle quali a giovani e giovanissimi e per patologie psichiche. Naviga inesorabilmente verso il baratro l'Assicurazione invalidità (AI) svizzera che rischia la bancarotta entro i primi anni del 2030.

È questa la (fosca) previsione del direttore dell'AI, ovvero Florian Steinbacher, intervistato dalla NZZ nella sua edizione di lunedì: «È necessario muoversi rapidamente per una riforma rapida e cercare un finanziamento supplementare».

Un “buco” inatteso da 700 milioni
Tornando all'anno trascorso, quelle 2'000 rendite in più portano il totale delle persone in Invalidità a 25'200. Un surplus che porta a un disavanzo stimato nell'orbita dei 700 milioni di franchi all'anno, con incrementi futuri facilmente ipotizzabili.

Considerando che il fondo attualmente dispone di circa 3,3 miliardi, «la situazione è molto critica», afferma il responsabile dell'AI, sottolineando che «ogni anno conta» e che una nuova riforma dovrebbe entrare in vigore entro il 2030.

L'AI spende ogni anno circa 10 miliardi di franchi, di cui quasi 6 miliardi sono destinati alle rendite. Per Steinbacher, però, ipotizzare dei tagli nelle prestazioni non sarebbe la soluzione: «così si rischia semplicemente di trasferire i costi sulle prestazioni complementari o sull'assistenza sociale».

Secondo lui l'unica soluzione «è cercare una fonte aggiuntiva di finanziamento». Questo in un momento in cui la Confederazione è impegnata in una lunga serie di misure di austerità e non è ancora chiaro come verrà finanziata la 13esima AVS.

Più giovan(issim)i e più patologie psichiche
Tra le cause dell'aumento della spesa figurano il forte incremento delle nuove rendite, soprattutto tra i giovani adulti e gli over 60, e alcuni cambiamenti legislativi e giurisprudenziali degli ultimi anni.

In particolare, le nuove modalità di valutazione delle patologie psichiche, il riconoscimento delle dipendenze come possibile causa d'invalidità e modifiche nel calcolo delle rendite hanno ampliato l'accesso alle prestazioni.

Uno dei fenomeni che più preoccupa l'AI è proprio la crescita dei casi legati ai disturbi psichici. Secondo Steinbacher oggi vengono formulate molte più diagnosi rispetto al passato e una volta entrati nel sistema è molto difficile uscirne. «Chi ottiene una rendita, di fatto, rientra molto raramente nel mercato del lavoro», spiega.

18-25enni che si stanno perdendo e la “colpa” dell'economia
Per questo il Consiglio federale intende introdurre una nuova prestazione d'integrazione destinata ai giovani tra i 18 e i 25 anni. L'obiettivo è offrire un sostegno economico temporaneo e un accompagnamento più intenso, così da favorire l'inserimento professionale prima che venga concessa una rendita permanente.

Anche l'andamento dell'economia, secondo il direttore dell'AI, influisce sul numero delle domande: «Quando la congiuntura rallenta, aumentano le richieste all'AI», afferma, Steinbacher, spiegando che con meno posti di lavoro disponibili diventa più difficile reinserire le persone con problemi di salute.

Fra le soluzioni ventilate per trovare nuova provvidenziale linfa c'è l'aumento dei contributi salariali: «Basterebbe lo 0,1-0,2%», annuisce. La decisione, però, dovrà passare per le due Camere.



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