«La situazione sta diventando piano piano seria»

Alcuni Comuni hanno iniziato a emanare restrizioni sul consumo d'acqua. È l'inizio di un'emergenza? Lo chiediamo a Mauro Veronesi, capo dell'Ufficio cantonale protezione acque e approvvigionamento idrico.
BELLINZONA - La piscina? In questo momento non è il caso di riempirla. Alcuni Comuni, al momento una mezza dozzina, hanno già emesso una circolare a tutti i fuochi. La penuria d'acqua dovuta alla siccità e alla canicola sta avendo le prime ripercussioni sulle abitudini della popolazione. «Non siamo ancora ai livelli dell'estate del 2022 comunque», rassicura Mauro Veronesi, capo dell'Ufficio cantonale protezione acque e approvvigionamento idrico.
Già. Nel 2022 si arrivò addirittura a limitare l'irrigazione dei campi...
«Ecco. Oggi le cose stanno diversamente, sia ben chiaro. È normale però che col passare dei giorni cresca una certa preoccupazione. La situazione sta diventando piano piano seria».
Lei è anche referente per il Ticino della piattaforma nazionale sulla siccità.
«Esatto. Ogni due settimane vengo contattato dall'Ufficio federale dell'ambiente per avere un riscontro sulla situazione ticinese. La piattaforma è attiva dallo scorso anno. Posso dirvi che in Svizzera interna attualmente ci sono Cantoni messi peggio del Ticino a livello di siccità».
Intanto alcuni Comuni ticinesi hanno chiuso anche le fontane, un mito svizzero.
«È vero. La Svizzera è terra di fontane. E se la siccità dovesse perdurare ulteriormente immagino che ne saranno chiuse altre. Non tutte però. In alcuni casi è importante che le fontane continuino a fare scorrere l'acqua. Per non fare ristagnare l'acqua in alcune tratte degli acquedotti».
I temporali isolati possono aiutare?
«Rinfrescano l'aria. Ma non sono decisivi nella ricarica delle falde e delle sorgenti. Servono precipitazioni continue e non intense, per più giorni».
L'allerta canicola è stata prolungata. Secondo lei altri Comuni emaneranno divieti o inviti alla parsimonia nei prossimi giorni?
«Se le cose non cambiano, penso di sì. Chiaramente noi non sappiamo quali sono le situazioni contingenti dei singoli Comuni. Ma è una questione logica di risparmio idrico».
Diversi acquedotti comunali sono interconnessi. Un vantaggio in queste circostanze?
«Assolutamente sì. È dal 1994 che in Ticino promuoviamo questa interconnessione. E in passato si è rivelata utile ed efficace. In questo modo i Comuni in crisi con l'acqua possono fare riferimento ai Comuni vicini che magari hanno una riserva d'acqua maggiore».



