«Donne, proteggete le vostre targhe»

L'appello di una 40enne il cui stalker è risalito al suo indirizzo grazie al numero di targa: «Ho avuto paura». Ogni anno, in Ticino, oltre 4.000 persone chiedono l'oscuramento dei dati personali.
L'appello di una 40enne il cui stalker è risalito al suo indirizzo grazie al numero di targa: «Ho avuto paura». Ogni anno, in Ticino, oltre 4.000 persone chiedono l'oscuramento dei dati personali.
LUGANO - Basta un numero per risalire a un indirizzo. Due lettere, poi alcune cifre, e si spalancano le porte a informazioni private che, nelle mani sbagliate, possono causare non pochi disagi.
Ne sa qualcosa Lucia, oggi 40enne, che dieci anni fa è stata vittima di uno stalker riuscito a rintracciarla fino alla soglia di casa proprio grazie al numero della sua targa.
«È stato angosciante, non ho dormito per un mese». Nonostante siano passati anni da quel sabato sera che ha stravolto la sua vita, la paura è ancora viva nella sua testimonianza.
Come oscurare le targhe
Eppure, con la stessa facilità con cui si possono ottenere informazioni private, queste possono anche essere oscurate. Come? Tramite un formulario disponibile sul sito della Sezione della circolazione.
Negli ultimi giorni è tornato al centro dell'attenzione il tema dei rischi legati alla presenza di numeri di targa chiaramente visibili nei video condivisi sui social network, poi facilmente ricercabili attraverso i portali dei vari Cantoni. La preoccupazione riguarda la possibilità che, in determinate circostanze, questi dati possano essere utilizzati per risalire all'identità e persino all'indirizzo del proprietario del veicolo. Un timore che, per alcune persone, si è già concretizzato.
«L'ho ritrovato sotto casa»
«Tutto è iniziato durante una partita dell'Hockey Club Lugano», racconta Lucia. «Era la prima volta che mi recavo alla Resega e già durante la partita un tifoso ha mostrato, in modo piuttosto esplicito, il suo interesse nei miei confronti». Ma alla fine dell'incontro le avances non si sono fermate. «Mi ha vista andare via in macchina. Con il numero di targa è riuscito a risalire al mio nome, cognome e indirizzo».
«La sera dopo me lo sono ritrovato sulla soglia di casa. Chiedeva di salire a bere qualcosa. L'ho mandato via, ma è tornato più volte». A scoraggiare l'uomo sono state le minacce di denuncia. «Ho chiesto consiglio a un amico poliziotto: mi ha subito suggerito di oscurare la targa».
Non tutti sanno che questa possibilità esiste
Un passo che non sempre viene preso in considerazione. O meglio: non prima che sia troppo tardi. «Non sapevo si potesse oscurare la targa. Consiglio però a tutte le donne di farlo. La situazione che ho vissuto è più comune di quanto si pensi. Anche a una mia amica è successa la stessa cosa dopo una serata in un bar».
«Inizialmente ero convinta che mi avesse pedinata fino a casa. Quando gli ho chiesto come avesse fatto a trovare il mio indirizzo, mi ha confermato che aveva utilizzato il numero di targa. Ho davvero avuto paura. Sinceramente trovo assurdo che si possa andare online a vedere ogni targa con tanto di indirizzo. La targa va assolutamente protetta».
Tra le 4'000 e le 5'500 richieste in Ticino
In Ticino, la Sezione della circolazione riceve in media tra le 4'000 e le 5'500 richieste di oscuramento delle targhe all'anno. Secondo quanto confermato dalle autorità di Camorino, il numero è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi quindici anni.
Questi dati, tuttavia, non permettono di delineare un quadro più completo del fenomeno. A chi presenta la richiesta, infatti, non viene chiesto di indicarne le motivazioni, per cui non è possibile sapere quali siano le ragioni che spingono gli automobilisti a chiedere l'oscuramento della propria targa.
Una violazione del diritto civile o penale?
Il caso raccontato da Lucia non è isolato e, secondo gli esperti, mette in luce un problema reale. «Se persone vengono contattate o molestate a causa di una targa, ciò non corrisponde allo scopo della richiesta dei dati del proprietario», ha dichiarato a 20Minuten Thomas Rohrbach, portavoce dell'Ufficio federale delle strade (USTRA). A seconda delle circostanze, aggiunge, un simile comportamento può anche configurare una violazione del diritto civile o penale.
Il dibattito, in realtà, non è nuovo. Già nel 2010 il Consiglio federale aveva proposto di limitare l'accesso ai dati dei proprietari dei veicoli per ragioni di protezione dei dati, prevedendo la consultazione solo in casi ben definiti o in presenza di un interesse comprovato. Il Parlamento ha però scelto di mantenere la ricerca pubblica, introducendo l'attuale sistema che consente ai proprietari di bloccare gratuitamente e senza dover fornire motivazioni la pubblicazione dei propri dati.
Molestie o stalking: il rischio è concreto
Per Irene Huber Bohnet, responsabile del settore violenza presso l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), il rischio che queste informazioni vengano sfruttate per molestie o stalking è concreto. «Dal punto di vista della protezione delle vittime bisogna chiedersi se la prassi attuale sia ancora giustificata. La domanda è: per chi esiste un interesse pubblico così urgente da poter richiedere nome e indirizzo di residenza senza ostacoli?»
Secondo Bohnet, la possibilità di oscurare i propri dati rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non basta. «Molte persone non sanno nemmeno che questa possibilità esiste. I dati dei proprietari non dovrebbero essere accessibili pubblicamente». In caso di incidente, sottolinea, è comunque possibile segnalare la targa alla polizia, che può richiedere le informazioni necessarie.




