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MURALTO

Il mistero Mastroianni (e la figlia che si trasforma in lui)

"Marcello mio" è il nuovo appuntamento di Festeggiamo!, in programma venerdì 10 luglio al Burbaglio di Muralto
Il mistero Mastroianni (e la figlia che si trasforma in lui)
Il mistero Mastroianni (e la figlia che si trasforma in lui)
IMAGO / ABACAPRESS
Chiara Mastroianni a Cannes.
Il mistero Mastroianni (e la figlia che si trasforma in lui)
"Marcello mio" è il nuovo appuntamento di Festeggiamo!, in programma venerdì 10 luglio al Burbaglio di Muralto

MURALTO - È il momento di un nuovo appuntamento con Festeggiamo!, la rassegna che porta i film del Locarno Film Festival nella regione. Al Burbaglio di Muralto, venerdì 10 luglio alle 21.15, arriva "Marcello mio", film del 2024 diretto da Christophe Honoré, presentato in versione originale francese e italiana con sottotitoli in italiano. La pellicola, una coproduzione italo-francese della durata di 120 minuti, vede protagonista Chiara Mastroianni nei panni di Chiara, un’attrice che decide di riportare in vita la figura del padre, Marcello Mastroianni, trasformandosi progressivamente in lui.

Tra realtà e finzione, il film segue il percorso della protagonista mentre cambia identità, modo di vestirsi e presenza scenica, fino a convincersi di essere ormai Marcello. Ne emerge un racconto che intreccia memoria, cinema e autobiografia, costruendo una riflessione ironica e malinconica sul peso dell’eredità, sull’identità e sul rapporto tra vita e rappresentazione.

L’ingresso è libero e gratuito. Ogni sera, tramite estrazione, verrà regalato un abbonamento generale per l’edizione 2026 del Locarno Film Festival. In caso di maltempo, la proiezione sarà rinviata.

La proiezione rientra nella rassegna curata da Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival, composta da otto film legati a otto grandi figure femminili della storia del cinema, omaggiate nelle passate edizioni della manifestazione. La quarta serata è dedicata proprio a Chiara Mastroianni, premiata dal Festival nel 2010.

«Io penso che Marcello Mastroianni sia il più grande attore di tutti i tempi, con l'eccezione forse John Wayne» afferma Nazzaro. «Però Marcello Mastroianni è davvero, per me, la quintessenza dell'attore. Cioè, è un mistero, Mastroianni, no? Come fai a essere sempre Mastroianni e a scomparire in ogni film che fai? In "Marcello mio" ho visto Chiara Mastroianni - che è un'attrice che adoro, anzi venero - assumere l'eredità di questo padre amato, incarnarla sul proprio corpo. E poi nel film compare anche la madre, Catherine Deneuve, che non era la moglie, ma l'amante (la moglie stava a Roma). Ho trovato che "Marcello mio" è davvero l'esemplificazione di un'audacia attoriale ai limiti della follia».

Il direttore artistico aggiunge poi un ricordo personale. «Ho scoperto proprio recentemente una foto di Mastroianni che mi ha commosso. Era sul set di "La città delle donne", che è il film dove lui e Fellini tentano di chiedersi: "Perché queste donne ci piacciono tanto?". Accanto a lui c'è questa bambina, con un sorriso che le arriva fin sopra le orecchie. È Chiara. E Mastroianni, che è un uomo enorme, sembra essere diventato bambino davanti a questo miracolo di bambina che è Chiara. E lì ho capito dove lei ha trovato dentro di sé il coraggio di artista, per fare questo film magnifico che è "Marcello mio". Un film peraltro diretto da un regista francese come Christophe Honoré, di cui abbiamo avuto a Locarno un film bellissimo che era "Homme au bain", nel 2010. È uno dei grandi registi francesi di questi anni».

In conclusione, un'ultima considerazione su "Marcello mio" e perché la proiezione al Burbaglio sia davvero imperdibile: «Qualunque espressione di Chiara Mastroianni, qualunque parola, qualunque gesto mi tocca, mi commuove. Credo che sia uno dei film più spericolati e audaci degli ultimi anni».

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