Basta un numero di targa per ritrovarsi molestatori sotto casa

Testimonianze di donne vittime di stalking riaccendono il dibattito sulla privacy
Testimonianze di donne vittime di stalking riaccendono il dibattito sulla privacy
A voi è mai successo?
ZURIGO - Negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito sui rischi legati ai numeri di targa ben visibili nei video pubblicati sui social network e poi rintracciabili sui portali dei diversi Cantoni. Il timore è che, in alcuni casi, queste informazioni possano essere utilizzate per risalire all'identità e persino all'indirizzo del proprietario del veicolo. Un'incertezza che, per alcune persone, è già diventata realtà.
Lo dimostrano le testimonianze di quattro donne che a 20 Minuten hanno raccontato di essere state rintracciate da uomini conosciuti casualmente, dopo che questi avevano ottenuto i loro dati grazie alla targa dell'auto. Lettere nella cassetta della posta, messaggi sui social e persino visite indesiderate davanti alla porta di casa: episodi che riaccendono l'attenzione sui rischi legati all'accesso ai dati dei proprietari dei veicoli.
È il caso di una 27enne che racconta con paura quanto accaduto dopo una serata trascorsa con un'amica. Le due erano state importunate da due uomini che insistevano per ottenere i loro numeri di telefono. Dopo aver rifiutato, erano salite in auto e avevano fatto ritorno a casa. La sorpresa è arrivata pochi minuti dopo: gli stessi uomini le stavano aspettando davanti al palazzo.
@swiss.ish 🚨 Ladies who drive in Switzerland you NEED to block your license plate data or ANYONE with 2.80.- can get your full name & address by searching the auto index for it!!! 🚨 STAY SAFE!!! #safety #staysafe #swisslife #switzerland #zurich ♬ original sound - swiss.ish
Alla richiesta di spiegazioni, uno di loro avrebbe ammesso di aver ottenuto l'indirizzo grazie alla targa dell'auto. «Sono rimasta sotto choc», racconta la giovane, che nei giorni successivi ha vissuto con il timore di un nuovo incontro, evitando di uscire da sola e prestando maggiore attenzione ai propri spostamenti. Lo stesso giorno ha deciso di bloccare l'accesso ai propri dati come proprietaria del veicolo.
Un'esperienza simile è stata vissuta da una 33enne. Circa dieci anni fa, mentre lavorava in una stazione di servizio di San Gallo, trovò nella cassetta della posta una lettera firmata da uno sconosciuto. L'uomo scriveva di trovarla attraente e lasciava il proprio numero di telefono. Solo in seguito scoprì che era riuscito a risalire al suo indirizzo attraverso la targa della sua auto.
La donna decise di non rispondere, temendo che qualsiasi contatto potesse essere interpretato come un incoraggiamento. Ancora più difficile da sopportare, racconta, era l'incertezza sull'identità dell'autore della lettera. Per giorni ha avuto paura di ritrovarselo davanti alla porta di casa.
Una donna di 43 anni, impiegata anni fa in una stazione di servizio, si è trovata a fare i conti con un cliente particolarmente insistente. Nonostante gli avesse chiarito di non essere interessata, una sera lui si è presentato direttamente alla sua abitazione, suonando il campanello. Grazie allo spioncino, la 43enne ha riconosciuto il visitatore e ha scelto di non aprire. Il giorno successivo, l'uomo le avrebbe rivelato di aver trovato il suo indirizzo utilizzando il numero di targa dell'auto, confermando così i timori della donna.





