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Anche se sembrano meno, non abbassate la guardia

La sensazione di una diminuzione della zanzara tigre non è dovuta al caldo. Flacio (SUPSI): «Densità paragonabili a quelle degli anni passati». L'importanza della prevenzione
Anche se sembrano meno, non abbassate la guardia
Ti-Press
Anche se sembrano meno, non abbassate la guardia
La sensazione di una diminuzione della zanzara tigre non è dovuta al caldo. Flacio (SUPSI): «Densità paragonabili a quelle degli anni passati». L'importanza della prevenzione

MENDRISIO - «Se in queste settimane di grande caldo vediamo poche zanzare tigre, il merito va soprattutto alle misure di controllo integrate e non alle alte temperature».

Lo sottolinea Eleonora Flacio, responsabile del settore Ecologia dei vettori dell'Istituto di microbiologia della SUPSI. Nei giorni scorsi, segnati dalla canicola, diversi lettori hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte a un inizio d’estate senza zanzare. In realtà, il caldo ha inciso solo in parte.

Il ruolo del caldo e l'importanza delle misure di prevenzione
«Le densità che rileviamo sono relativamente basse e paragonabili a quelle degli anni passati - aggiunge Flacio - In Ticino, soprattutto nelle aree urbane, la presenza della zanzara tigre è contenuta perché il sistema di controllo funziona». Per quanto riguarda il caldo, quando le temperature sono torride, la zanzara rallenta la propria attività e non vola nelle ore più calde della giornata. «Tuttavia il caldo, soprattutto se accompagnato da un’elevata umidità, non la penalizza affatto. Anzi, la zanzara tigre proviene da zone tropicali e questo tipo di clima le è favorevole»

Proprio per questo, anche se sembrano poche, è importante che la popolazione continui a seguire le misure di prevenzione. Per esempio eliminando i ristagni d'acqua, svuotando regolarmente i sottovasi e mantenendo asciutti i contenitori all’aperto. Per tombini e grondaie non svuotabili si possono usare larvicidi biologici come il Bacillus thuringiensis, spesso distribuiti gratuitamente dai Comuni ticinesi. «Altrimenti - continua l’esperta - ad agosto il rischio è di ritrovarsi con una situazione molto diversa».

Al di là delle sensazioni, la situazione è comunque migliore rispetto ad altri territori vicini, per esempio oltre frontiera. «Il clima è lo stesso, ma la situazione è diversa proprio perché qui il sistema di controllo è ben organizzato e i cittadini, finalmente, collaborano».

La tecnica dei maschi sterili
Il rischio è che, vedendo poche zanzare adulte, qualcuno pensi che il problema sia risolto. «In realtà le larve sono ancora presenti nell'acqua e bisogna continuare con le misure di prevenzione da maggio a settembre». Esistono poi alcune aree molto limitate, circa dodici ettari, dove si sta sperimentando la tecnica dei maschi sterili. «In quelle zone la popolazione riferisce di essere quasi completamente libera dalle punture. Si tratta però di un progetto pilota».

In futuro potrebbe essere esteso a tutto il Cantone? «L'idea è quella, ma prima dobbiamo ridurre i costi. Siamo ancora in una fase sperimentale. Probabilmente non sarà necessario rilasciare maschi sterili in tutto il Cantone: potrebbe essere più utile concentrarsi su alcune aree particolarmente sensibili».
In ogni caso è importante chiarire un punto: «Il rilascio dei maschi sterili non è una soluzione definitiva, ma uno strumento aggiuntivo - conclude Flacio - Se i cittadini smettessero di eliminare i ristagni d'acqua e di adottare le misure di prevenzione, questa tecnica da sola non sarebbe sufficiente»

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