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ITALIA / SVIZZERA

Chirurgo a processo per omicidio colposo a Roma: quei precedenti in Svizzera

Il professionista, un cittadino tedesco, ha operato per sette anni presso strutture sanitarie elvetiche.
Chirurgo a processo per omicidio colposo a Roma: quei precedenti in Svizzera
Depositphotos (sudok1)
Fonte Il Resto del Carlino
Chirurgo a processo per omicidio colposo a Roma: quei precedenti in Svizzera
Il professionista, un cittadino tedesco, ha operato per sette anni presso strutture sanitarie elvetiche.

ROMA - La morte di una donna, avvenuta il 23 agosto 2023 in seguito alle complicanze di un intervento per la riduzione dello stomaco eseguito in una clinica privata di Roma, apre dei legami con episodi che sarebbero accaduti in Svizzera anni fa. Al centro di entrambi c'è lo stesso chirurgo, un cittadino tedesco che ha lavorato per anni in strutture ospedaliere elvetiche, prima di lasciare il Paese.

Il processo a Roma
La vicenda è raccontata dal quotidiano italiano Il Resto del Carlino. Nel procedimento penale in corso a Roma al medico in questione vengono contestati i reati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, davanti al giudice monocratico. Parallelamente, i familiari della donna hanno avviato un’azione civile presso il tribunale di Ravenna per ottenere un risarcimento di un milione e 883mila euro nei confronti della struttura sanitaria e del chirurgo.

Sette anni in Svizzera
A far luce sul passato del medico è stato il Tages-Anzeiger, con una serie di articoli a firma Felix Straumann. Il chirurgo ha iniziato la carriera in Germania alla fine degli anni ’90 per poi spostarsi in Svizzera, dove ha lavorato per circa sette anni a partire dal 2010 per circa sette anni. Nel corso degli anni, secondo il quotidiano svizzero-tedesco, il protagonista sarebbe stato coinvolto in diversi casi controversi, in seguito ai quali avrebbe lasciato la Svizzera.

Sotto la lente delle autorità zurighesi
Un ospedale del Canton Zurigo, nel quale il chirurgo ha lavorato dal 2014, avrebbe interrotto il rapporto di lavoro a causa di una «grave irregolarità». Vi sarebbero stati anche una dozzina circa di accordi extragiudiziali, nei quali le perizie avrebbero attribuito responsabilità al medico. Nel 2018 la direzione generale della sanità del cantone di Zurigo ha concluso un procedimento disciplinare nei confronti del chirurgo. Le autorità mantengono riserbo sull’esito, ma la sanzione più severa prevista in queste circostanze è la revoca della licenza medica. Il professionista aveva comunque già rinunciato volontariamente alla licenza nel 2017. Interpellato dal Tages-Anzeiger, il chirurgo aveva dichiarato: «In definitiva nessun intervento chirurgico è completamente privo di complicazioni. Mi rammarico profondamente».

Gli episodi in Germania
I casi più rilevanti, sottolinea ancora Il Resto del Carlino, riguardano due episodi avvenuti in Germania tra il 2011 e il 2013. Il primo ha coinvolto una paziente di 23 anni, che subì gravi complicazioni: circa dieci giorni dopo l’intervento fu ricoverata d’urgenza in un ospedale universitario e i medici dovettero asportarle completamente lo stomaco. In relazione a questo episodio, il Tribunale regionale di Monaco I ha condannato il medico a versare 65mila euro di risarcimento danni e a indennizzare la paziente, ritenendo tra l’altro che non fosse stata adeguatamente informata prima dell’operazione. In un altro procedimento, nel 2013, il Tribunale regionale di Monaco II ha condannato il chirurgo al pagamento di 35mila euro di risarcimento, anche se non sono note le motivazioni della sentenza.


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