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Ristorni, la decisione del Consiglio di Stato: «Blocco cautelativo»

Al centro della disputa la nuova tassa sulla salute e le possibili violazioni degli accordi tra Italia e Svizzera.
Ristorni, la decisione del Consiglio di Stato: «Blocco cautelativo»
Repubblica e Cantone
Ristorni, la decisione del Consiglio di Stato: «Blocco cautelativo»
Al centro della disputa la nuova tassa sulla salute e le possibili violazioni degli accordi tra Italia e Svizzera.

BELLINZONA - «In considerazione della situazione in evoluzione e in attesa della necessaria chiarezza - politica e giuridica - da parte del Consiglio federale, del Governo italiano e di Regione Lombardia, il Consiglio di Stato ha deciso all'unanimità di procedere a una sospensione cautelativa del versamento dei ristorni previsti nell'anno corrente, pari al 46% dell'ammontare complessivo».

L'annuncio arriva dal presidente del Governo Claudio Zali durante la conferenza stampa. Secondo il Consiglio di Stato la decisione italiana sarebbe «lesiva dell'accordo internazionale».

A fine gennaio, era stato il consigliere di Stato Christian Vitta a paventare la possibilità di versare meno di quanto dovuto all’Italia, in risposta all’introduzione, da parte della Lombardia, della discussa tassa sulla salute (per il momento ancora inapplicata).

Non solo, secondo una perizia commissionata dal Governo ticinese l’imposta è contraria agli accordi vigenti fra Italia e Svizzera. Dal canto suo, però, il Consiglio federale, in una risposta scritta a una domanda del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC), aveva sottolineato come una deduzione parziale dei pagamenti compensativi o qualsiasi altra misura unilaterale di simile natura (come il blocco dei ristorni) costituirebbe una violazione dell’Accordo sui frontalieri.

Nella giornata di oggi è previsto un incontro a Roma fra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il Ministro dell’Economia e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo si discuteranno i prossimi passi «per superare le criticità emerse nel tempo».

Repubblica e Cantone TicinoConsiderato che la quota parte del Piemonte non viene toccata, che la trattenuta non ha effetti sui lavoratori, il versamento dei ristorni e la relativa sospensione cautelativa decisa figureranno quindi così

Articolo in aggiornamento

A stretto giro, il Consiglio di Stato ha inviato anche un comunicato stampa sulla questione

«L’unica Regione - si legge - ad avere manifestato la volontà di applicare tale provvedimento, addirittura con potenziale portata retroattiva dal 2024, con riferimento alla legge di bilancio, è la Lombardia».

Nel frattempo, la stessa Regione Lombardia ha comunicato al Cantone di aver chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di posticipare l’entrata in vigore della tassa al 2027 con effetto sulla trattenuta fiscale 2026, previa approvazione formale della Ragioneria generale dello Stato.

Il Consiglio di Stato ha ribadito soprattutto «i buoni rapporti e la proficua cooperazione che hanno da sempre contraddistinto i rapporti tra Ticino e Lombardia, sottolineando che un’eventuale riscossione dell’imposta – secondo quanto stabilito dalla perizia giuridica – è da considerarsi contraria all’Accordo e reputa pertanto imperativo che vengano dapprima intrapresi i passi necessari per chiarire la situazione».

Nel merito, il Consiglio di Stato si aspetta «il pieno sostegno da parte della Confederazione a tutela degli interessi della Svizzera e del Cantone Ticino, auspicando degli atti concreti finalmente volti alla ricerca di una soluzione politica in tempi ragionevolmente rapidi. Il Consiglio di Stato intende continuare il dialogo con la Confederazione e la controparte Italiana, in particolare con la Regione Lombardia, alla ricerca di una soluzione nell’interesse di tutti».

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