Lavori estivi per studenti a sei franchi: salari sotto attacco

L'inchiesta e l'accusa del sindacato SISA
BELLINZONA - Con l’arrivo delle vacanze estive, centinaia di studenti e studentesse del Cantone si preparano a svolgere lavori stagionali per ottenere una maggiore autonomia finanziaria rispetto alle proprie famiglie. Un fenomeno diffuso che, secondo il Sindacato Indipendente degli studenti e apprendisti (SISA), presenta però diverse criticità.
Nelle ultime settimane il SISA ha raccolto numerose testimonianze di giovani lavoratori che denunciano condizioni salariali giudicate estremamente insoddisfacenti. In molti casi, i compensi offerti risultano ben al di sotto del salario minimo di 20 franchi l’ora. Secondo quanto riferito, alcune proposte iniziali da parte dei datori di lavoro partirebbero addirittura da meno della metà di tale cifra.
Particolarmente preoccupante, evidenzia il sindacato, è il fatto che queste situazioni si verifichino anche – seppur non esclusivamente – in ambito pubblico, presso enti cantonali o comunali. Proprio quelle istituzioni che, sottolinea il SISA, dovrebbero rappresentare un modello per il settore privato.
Dal punto di vista giuridico, i datori di lavoro ticinesi che assumono studenti per lavori estivi non sono obbligati a rispettare il salario minimo, poiché il compenso deve essere negoziato individualmente. Tuttavia, per il sindacato questa lacuna normativa non dovrebbe escludere un approccio etico da parte dei datori di lavoro, che tenga conto sia dello stile di vita degli studenti – i quali dispongono di poche settimane all’anno per guadagnare somme utili al proprio sostentamento – sia dell’aumento del costo della vita, che colpisce in particolare le fasce più giovani.
Tra le segnalazioni raccolte emergono casi definiti di «sfruttamento»: studenti che dichiarano di percepire salari di appena 6 franchi l’ora per lavori logistici in strutture sanitarie o di 10 franchi l’ora, o meno, per impieghi nel settore alberghiero come camerieri. Secondo il SISA, la possibilità di negoziare il salario resta nella maggior parte dei casi teorica, a causa di un forte squilibrio di potere tra datori di lavoro e giovani lavoratori, aggravato dalla competizione per un numero limitato di posti disponibili.
Le criticità non si fermano qui. Il sindacato segnala anche situazioni che riguardano studenti neomaggiorenni, per i quali il rispetto del salario minimo è obbligatorio per legge. In diversi casi, tuttavia, i compensi risulterebbero inferiori a quanto previsto dalla normativa. Un comportamento che, oltre a essere considerato immorale, costituisce un’illegalità che – sottolinea il SISA – dovrebbe essere sanzionata.



