Cerca e trova immobili
BERNA

Donna trans nella zona femminile della piscina: scoppia il caos

Lite nell’area donne della struttura pubblica: arriva la polizia, scattano le manette e volano accuse dopo i ferimenti.
Donna trans nella zona femminile della piscina: scoppia il caos
sportamt-bern.ch
Fonte Ats/ PolCa Berna
Donna trans nella zona femminile della piscina: scoppia il caos
Lite nell’area donne della struttura pubblica: arriva la polizia, scattano le manette e volano accuse dopo i ferimenti.

BERNA - Una transgender è stata al centro di una controversia ieri alla piscina pubblica del Marzili, complesso situato nel cuore di Berna. Dopo un alterco nello spazio riservato alle donne, la polizia è intervenuta e ha ammanettato la protagonista della vicenda, che avrebbe riportato ferite curate in ospedale.

Due donne che si trovavano nel cosiddetto "Paradiesli", un'area a esclusivo utilizzo femminile, si sono sentite molestate dalla presenza della transessuale. Hanno quindi segnalato l'accaduto alla sicurezza privata, che ha in seguito contattato la polizia.

La resistenza della donna e il caos
La donna transgender, malgrado le sollecitazioni del personale e le lamentele di vari ospiti, si è rifiutata di lasciare lo spazio. Durante il controllo dell'identità, diversi presenti hanno mostrato solidarietà nei suoi confronti, ostacolando l'intervento degli agenti, evidenziano le forze dell'ordine cantonali in un comunicato*. La diretta interessata ha a sua volta opposto resistenza attiva.

Nella concitazione, una persona, non ancora identificata, ha aggredito fisicamente una poliziotta. Questa ha riportato ferite lievi, indica la nota.

Le accuse
Dal canto suo, l'entourage della donna definisce in una dichiarazione «sproporzionato» l'intervento della polizia. Sei agenti avrebbero fatto uso eccessivo della forza per costringerla a terra e ammanettarla.

Secondo fonti vicine all'interessata, interpellate da Keystone-ATS, la transgender è stata trattenuta per due ore e ha poi trascorso la notte in ospedale. Nel corso della lite avrebbe riportato «numerosi grossi ematomi».

Inoltre, viene criticato il fatto che tre agenti uomini sono entrati nella sezione femminile della piscina. Solo in seguito sono state chiamate delle poliziotte a supporto. Nella presa di posizione si chiede un'indagine indipendente e trasparente sull'episodio.

*Cosa dice la Polizia cantonale di Berna
«Domenica 28 giugno 2026, poco prima delle 17.30, la Polizia cantonale di Berna ha ricevuto una segnalazione riguardante una persona che, nonostante le richieste del personale della piscina, si rifiutava di lasciare l’area riservata alle donne del Marzilibad di Berna, dopo che diversi ospiti si erano lamentati della sua presenza.
Durante il successivo controllo d’identità, diverse persone presenti hanno manifestato solidarietà nei confronti della persona in questione, ostacolando l’intervento della polizia. La persona in questione ha inoltre opposto
attiva resistenza alle misure di polizia. Nel corso dell’intervento, un'agente è stata aggredita fisicamente da una persona finora sconosciuta e ha riportato lievi ferite.
La persona in questione è stata infine condotta in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti ed è stata successivamente rilasciata. Dopo il rilascio, sulla Waisenhausplatz si è formato un raduno di solidarietà non autorizzato, che ha poi attraversato il centro di Berna. Il raduno si è svolto in modo pacifico e non si sono verificati danni materiali. La Polizia cantonale di Berna ha avviato le indagini sull’accaduto».


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE