Spie russe utilizzano la Svizzera come base operativa

Mosca dispone di un’estesa rete di agenti sotto copertura, spesso legati ai servizi segreti SVR e GRU.
ZURIGO - Le spie russe utilizzano la Svizzera come base operativa. A lanciare l’allarme è il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), che nel rapporto "Sicurezza Svizzera 2026" descrive un peggioramento significativo del quadro generale. Il direttore Serge Bavaud sottolinea come la guerra ibrida stia diventando più aggressiva, pur restando in gran parte invisibile alla popolazione.
Russia principale minaccia
Un indicatore concreto - riporta la NZZ - è l’aumento delle misure di sorveglianza soggette ad autorizzazione, impiegate nei casi più gravi come terrorismo e spionaggio: nel 2025 sono state 209, in crescita rispetto agli anni precedenti. Pur senza indicare esplicitamente i Paesi coinvolti, il rapporto individua nella Russia la principale minaccia per la sicurezza europea.
Agenti sotto copertura
Secondo il SIC, Mosca dispone in Svizzera di un’estesa rete di agenti sotto copertura, spesso legati ai servizi segreti SVR e GRU. Ginevra rappresenta uno dei principali centri di attività: qui gli agenti monitorano organizzazioni internazionali e sedi diplomatiche, partecipano anche a incontri delle Nazioni Unite e non si limitano alla raccolta di informazioni. Le operazioni includono tentativi di influenzare decisioni politiche, diffondere propaganda e ottenere materiali sensibili.
Eludere le sanzioni
Particolare attenzione è dedicata all’elusione delle sanzioni. La Russia avrebbe sviluppato strategie complesse per procurarsi tecnologie e beni utili allo sforzo bellico, anche attraverso triangolazioni con Paesi terzi. L’industria e la ricerca svizzere, altamente specializzate, risultano particolarmente esposte. Dal 2023 sono stati esaminati oltre 50 casi legati a esportazioni sensibili, con interventi che hanno incluso il blocco di forniture e il coinvolgimento delle autorità giudiziarie.
La Svizzera stessa rischia sanzioni
Il rapporto avverte che un atteggiamento passivo potrebbe esporre la Svizzera a pressioni o sanzioni da parte degli alleati occidentali. Nel frattempo, un cessate il fuoco stabile tra Russia e Ucraina appare improbabile nel breve periodo, mentre è atteso un aumento di attività ostili: sabotaggi, cyberattacchi, violazioni dello spazio aereo e operazioni di influenza, spesso in una zona grigia tra pace e guerra.
Rischio sabotaggi
Finora la Svizzera non è stata colpita direttamente da sabotaggi, ma il rischio è considerato concreto, soprattutto per le infrastrutture critiche nei settori energetico e finanziario. Il Paese potrebbe inoltre essere utilizzato come base logistica per operazioni in altri Stati europei.
L'ambizione cinese
Oltre alla Russia, il rapporto segnala le crescenti ambizioni della Cina, impegnata a rafforzare la propria influenza globale e il controllo sulle catene di approvvigionamento strategiche. L’Iran rappresenta un’ulteriore fonte di minaccia, sia per il rischio di attentati sia per lo sviluppo di sistemi missilistici a lungo raggio. Alla luce di questo scenario, il SIC chiede un rafforzamento delle proprie risorse. È previsto un aumento del personale nei prossimi anni, anche se il numero esatto non è ancora stato definito.



