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LUGANO

Più di 1'000 firme per riportare le bevande acquistate all'esterno a Lugano Marittima

La petizione “Lugano Marittima rimanga uno spazio pubblico e accessibile!”, proposta dalla Gioventù Comunista, al giro di boa dopo a due giorni dal lancio. Ecco di che si tratta.
Più di 1'000 firme per riportare le bevande acquistate all'esterno a Lugano Marittima
Ti-Press / Massimo Piccoli
Più di 1'000 firme per riportare le bevande acquistate all'esterno a Lugano Marittima
La petizione “Lugano Marittima rimanga uno spazio pubblico e accessibile!”, proposta dalla Gioventù Comunista, al giro di boa dopo a due giorni dal lancio. Ecco di che si tratta.

LUGANO - Niente bevande portate da fuori, niente oggetti pericolosi e sicurezza rafforzata. Il nuovo volto sicuro di Lugano Marittima continua a fare discutere, fra chi si trova a suo agio e lo apprezza e chi invece si sente tagliato fuori.

La petizione lanciata il 24 giugno dalla Gioventù Comunista, dal nome trasparente: “Lugano Marittima rimanga uno spazio pubblico e accessibile!”, mira a dar voce proprio a questa seconda parte di utenza.

Le richieste che il partito vuole sottoporre al Municipio riguardano proprio il divieto tassativo del BYOB (usando l'acronimo anglosassone per il “porta la tua bevanda”) «che risulta, a nostro avviso, inopportuno e fuori luogo, specialmente considerando gli obiettivi illustrati dal Municipio stesso», chiosa la Gioventù.

Questo perché la norma, motivata con ragioni di sicurezza, finisce per avere una valenza di tipo sociale: «La manifestazione è infatti sempre stata caratterizzata da un’accessibilità che includeva tutta la popolazione, indipendentemente dalle capacità finanziarie dei singoli individui. Questo importante principio viene ora meno poiché non tutti hanno un potere d’acquisto tale da potersi permettere regolarmente drink e bibite ai bar presenti nella zona», aggiunge.

Secondo la Gioventù Comunista, questo diventa doppiamente problematico, considerando che «Lugano Marittima è uno spazio pubblico e non è accettabile che all’interno di esso vengano imposte misure per favorire il profitto di poche attività di privati a discapito dello spirito di aggregazione e di socialità che il luogo ha sempre garantito ai cittadini luganesi e ticinesi; e in particolar modo ai giovani, che sono le prime vittime di tale misura, dato il loro scarso potere d’acquisto».

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