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Navigazione sul Verbano alle FART: «Roma ha mai dato il via libera?»

Con un'interrogazione Avanti con Ticino&Lavoro mette in dubbio la veridicità delle affermazioni del Governo e chiede trasparenza sulle comunicazioni tra autorità svizzere e italiane sulla gestione delle tratte
Navigazione sul Verbano alle FART: «Roma ha mai dato il via libera?»
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Fonte Interrogazione Amalia Mirante
Navigazione sul Verbano alle FART: «Roma ha mai dato il via libera?»
Con un'interrogazione Avanti con Ticino&Lavoro mette in dubbio la veridicità delle affermazioni del Governo e chiede trasparenza sulle comunicazioni tra autorità svizzere e italiane sulla gestione delle tratte

BELLINZONA - Non si placa la polemica sulla concessione della navigazione delle acque del Lago Maggiore. Nei giorni scorsi la Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL) aveva fatto sapere di aver intrapreso le vie legali contro la decisione del Consiglio di Stato di affidare alle FART il collegamento Locarno-Tenero-Magadino, oggi gestito dalla stessa SNL.

Secondo la società, la concessione federale e gli accordi internazionali attribuiscono a Gestione Governativa Navigazione Laghi italiana (GGNL) e SNL il diritto di esercitare il trasporto pubblico con orario sul Lago Maggiore. Il Cantone sarebbe competente per l’ordinazione e l’indennizzo della linea, ma non potrebbe trasferire a un altro soggetto i diritti derivanti dalla concessione.

Ora, con un’interrogazione, Amalia Mirante per Avanti con Ticino&Lavoro, insieme a Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli, puntano i riflettori su un altro passaggio della vicenda: il presunto via libera arrivato da Roma.

Secondo le informazioni da loro apprese, «il Ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha informato di non avere mai espresso un preavviso favorevole alla cessazione della collaborazione con SNL e al coinvolgimento delle FART in sua sostituzione». Il MIT, sostengono i deputati, «non intenderebbe rimettere in discussione gli accordi esistenti, avallare cessazioni unilaterali né essere coinvolto in controversie interne alla parte svizzera».

Il punto è delicato perché nel comunicato del 3 luglio con cui il Consiglio di Stato ha annunciato la fine del progetto cantonale nella sua configurazione attuale, il Governo aveva scritto che la nuova proposta era «preavvisata favorevolmente sia dall’Ufficio federale dei trasporti sia dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture italiano, mediante la costituzione di un apposito gruppo di lavoro tra GGNL e FART».

Una formulazione, sottolineano gli interroganti, che andrebbe ben oltre la semplice esistenza di contatti o la disponibilità a partecipare a un tavolo di lavoro. Il Governo avrebbe infatti attribuito al Ministero italiano un preavviso favorevole alla proposta cantonale: cessazione della collaborazione con SNL e coinvolgimento diretto delle FART.

La domanda è quindi chiara: che cosa è stato effettivamente comunicato dal MIT e su quali basi il Consiglio di Stato ha parlato di un suo «preavviso favorevole»?

Un quadro davvero complesso
Nel 2022 il Cantone ha avviato il «Progetto cantonale per la navigazione» e SNL ha assunto la gestione della linea 351 Locarno-Tenero-Magadino, in collaborazione con la GGNL. Una collaborazione inserita nella Convenzione internazionale tra Svizzera e Italia e nell’Accordo quadro sottoscritto nel dicembre 2023 tra SNL e GGNL, della durata di 22 anni e dunque valido fino al 2046.

Il 2 luglio il Consiglio di Stato ha informato gli enti del Locarnese della decisione di porre termine al progetto nella sua configurazione attuale. Dal cambio d’orario del 13 dicembre 2026, il Cantone non ordinerà più a SNL il servizio sulla linea 351. Al suo posto è previsto un modello con il coinvolgimento diretto delle FART e un gruppo di lavoro tecnico tra FART e GGNL.

I granconsiglieri chiedono insomma al Governo di produrre le comunicazioni del MIT, precisare quando e attraverso quali canali siano arrivate e indicare quale documento attesti il presunto preavviso favorevole. «Non saranno sufficienti riferimenti a contatti informali, disponibilità al dialogo o alla costituzione di gruppi di lavoro», avvertono.

Per Mirante, Albertini e Roncelli, la questione non riguarda dunque soltanto il futuro della navigazione sul Verbano, ma anche «la trasparenza dell’azione governativa, l’affidabilità delle comunicazioni ufficiali del Cantone e la correttezza dei rapporti istituzionali con la Repubblica Italiana».

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