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I cinesi si prendono la "nostra" Mammut: «Siamo Davide contro diversi Golia»

Il passaggio a una proprietà internazionale segna una nuova fase strategica per l'azienda svizzera.
I cinesi si prendono la "nostra" Mammut: «Siamo Davide contro diversi Golia»
Imago
Fonte Aargauer Zeitung
I cinesi si prendono la "nostra" Mammut: «Siamo Davide contro diversi Golia»
Il passaggio a una proprietà internazionale segna una nuova fase strategica per l'azienda svizzera.

AARAU - Il passaggio di proprietà di Mammut alla società di investimento cinese CPE ha acceso il dibattito sul futuro della storica azienda svizzera. Ma, secondo l’amministratore delegato Heiko Schäfer, l’identità del marchio non è in discussione. «Mammut è al 100 per cento svizzera», ha affermato all'Aargauer Zeitung, sottolineando come il cuore dell’azienda resti nel Paese, nonostante una struttura ormai pienamente globale.

Un legame tutto argoviese
Fondata nel 1862 come fabbrica di corde a Dintikon, Mammut mantiene ancora oggi un forte legame con il Canton Argovia. A Seon si trova il quartier generale, con circa 250 dipendenti, che diventano oltre 300 considerando l’intera presenza in Svizzera: circa un terzo della forza lavoro globale. Accanto a questa connessione locale, però, l’azienda opera su scala internazionale, con poli importanti in Germania e in Asia.

Negli ultimi anni, alcune attività sono state spostate più vicino ai centri produttivi, come nel caso del Vietnam, dove Mammut ha aperto un ufficio per seguire sviluppo, controllo qualità e sostenibilità. Una scelta dettata dall’esigenza di velocizzare i processi e ridurre i tempi di coordinamento con i partner produttivi.

Davide contro diversi Golia
Il cambio di proprietà rientra in una logica già prevista. Dopo cinque anni sotto il controllo della britannica Jacobs Capital, l’ingresso di CPE rappresenta per l’azienda un’opportunità strategica. «A livello globale siamo Davide contro diversi Golia», spiega Schäfer, evidenziando la necessità di risorse e competenze per competere con i grandi gruppi del settore.

In questo senso, il nuovo azionista offre un vantaggio soprattutto in Asia, mercato considerato chiave per la crescita futura. Mammut è già ben presente in Cina, dove si concentra gran parte dei negozi del marchio e una quota significativa del fatturato digitale. Il network di CPE e la sua esperienza nei canali tecnologici potrebbero rafforzare ulteriormente questa posizione.

La qualità e l’affidabilità non saranno compromesse
Nonostante l’espansione internazionale, l’azienda intende preservare la propria identità. La “Swissness”, fatta di qualità, durata e affidabilità, resta un elemento centrale anche nella strategia globale. Allo stesso tempo, Mammut adatta in modo mirato alcuni prodotti alle preferenze locali, soprattutto in Asia, dove cambiano colori e vestibilità.

Guardando al futuro, l’azienda punta a rafforzare le sue competenze tecniche, dai dispositivi di sicurezza per la montagna alle calzature, fino all’abbigliamento tecnico, che rimane il segmento principale. Tra le innovazioni più recenti anche lo sviluppo di materiali riciclati a partire dagli scarti di produzione delle corde.

Infine, resta saldo il legame con il territorio. Il quartier generale si trasferirà a Lenzburg tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, in una sede più accessibile e moderna. Un segnale di continuità che, nelle intenzioni del management, conferma come Mammut voglia crescere nel mondo senza perdere le proprie radici svizzere.

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