Sale vuote e catene alle porte del MAT: «Grazie alla Città per la chiusura mentale e culturale»

L'addio agli spazi di Pregassona del Centro Artistico Ticinese accompagnato da un velo d'amarezza.
L'addio agli spazi di Pregassona del Centro Artistico Ticinese accompagnato da un velo d'amarezza.
PREGASSONA - Sale spoglie e svuotate, quelle mostrate sui profili social del Centro Artistico MAT che - come previsto e anticipato - ha abbandonato i suoi spazi sul lungofiume di Pregassona e che traslocherà in Via Brentani 11, a Molino Nuovo.
Un addio, si evince dal post della scuola di musica e danza, più amaro che dolce: «Ieri la città ha messo i lucchetti alle porte, per paura che possa entrare qualcuno a occupare lo spazio».
«Sarebbe bastato davvero poco per fare in modo che al posto dei lucchetti ci potessero essere bambini e ragazzi impegnati a studiare danza, musica, teatro e musical durante le nostre colonie estive», continua il post.
Dopo quasi un ventennio d'attività gli spazi «resteranno abbandonati a se stessi» fino a inizio settembre: «Oltre a poter concludere le nostre colonie estive qui avremmo potuto organizzare la festa di addio allo spazio che tanti allievi ci chiedevano. Non siamo purtroppo riusciti ad accontentarli. Ci spiace tanto. Ringraziamo tutti il Municipio di Lugano per questa chiusura mentale e culturale».
Uno sfogo, questo, che segue quello pubblicato agli inizi di agosto: «Solo una città e un cantone come Lugano e come il Ticino potevano radere al suolo uno spazio del genere. Quanti ballerini, attori, musicisti hanno ammirato e invidiato questo spazio. Uno spazio che nel corso degli anni si è ampliato, modificato, ristrutturato. Certo, non era moderno, ma non ci mancava nulla».
Il terreno che occupa(va) il MAT, lo ricordiamo, è stato acquistato dalla Città per il grande progetto di rivalutazione e riqualifica del Cassarate e delle zone a esso adiacenti. L'opera, aveva comunicato sempre il Municipio nel novembre del 2025, dovrebbe essere completata entro il 2028 con una spesa complessiva di 13,8 milioni.
Una delle parti più chiacchierata è la cosiddetta “piazza sul fiume”, proprio fra Ponte di Valle e Cornaredo. Questa, idealmente, fungerà «da collegamento tra il fiume e il parco retrostante, anch’esso rinaturato, pensata come spazio di incontro e relax».
Sempre in zona stadio una parte del progetto prevedeva anche l'assai controversa maxi-rotonda, il cui progetto dovrà essere ripensato a causa del ricorso dell'Associazione traffico e ambiente (ATA) acolto dal Tribunale federale.
Il Centro Artistico si era mosso in anticipo e aveva individuato lo stabile in Via Brentani già nell'estate 2025. «Oltre all’ufficio della scuola, è prevista la realizzazione di quattro grandi sale per i corsi di danza, teatro e musical e di otto aule più piccole più una sala registrazione per la sezione musica», aveva spiegato il co-direttore Mirko D'Urso.
La scuola, che proprio nel 2026 compie i 18 anni di attività, si è recentemente distinta sullo scenario locale e internazionale soprattutto nell'ambito della danza hip-hop (con prestigiose partecipazioni e piazzamenti) ma anche nel teatro, con regolari rappresentazioni al Teatro Foce, e non solo.








