«Stranieri, aiuti sociali, proprietà all'estero...e i controlli?»

Interrogazione da parte del consigliere comunale leghista Wicht sulle richieste di trasparenza e sulle possibili nuove strategie per verificare le dichiarazioni patrimoniali degli stranieri
LUGANO - «L’assistenza sociale, gli AFI e gli API, sono prestazioni subordinate alle condizioni economiche del richiedente e della sua famiglia». Comincia così l'interrogazione rivolta al Municipio di Lugano dal consigliere leghista Omar Wicht.
«Alla domanda di prestazioni sociali - continua l'atto - i richiedenti devono dichiarare redditi, sostanza mobiliare e immobiliare in Svizzera e all’estero. Per i cittadini stranieri titolari di permesso B e C, la valutazione dello stato di bisogno è determinante sia per l’accesso alle prestazioni sia per il rinnovo del permesso di soggiorno.».
Secondo Wicht «esiste il rischio che parte del patrimonio, in particolare immobiliare, sia intestato a terzi o a prestanomi nel paese d’origine e quindi non dichiarato. La Confederazione e il Cantone hanno aderito allo scambio automatico di informazioni finanziarie AIA, ma questo riguarda principalmente conti bancari e non gli immobili. Non è chiaro quali strumenti e accordi bilaterali abbia il Cantone Ticino per verificare la veridicità delle dichiarazioni patrimoniali rese da cittadini stranieri con beni all’estero».
Da qui le domande: «Quanti beneficiari di AFI e API residenti a Lugano sono titolari di permesso B e quanti di permesso C negli anni 2023, 2024, 2025 e nella prima metà del 2026? Nella procedura di esame delle domande Laps, AFI/API presentate da cittadini stranieri, quali controlli vengono effettuati sulla sostanza dichiarata? Il Cantone o il comune prevede o ha attivato collaborazioni con le autorità dei paesi d’origine dei richiedenti per verificare l’esistenza di proprietà immobiliari o altri beni intestati direttamente o tramite prestanomi? Se sì, con quali Paesi e con quali modalità? Se no, per quali motivi? Quali strumenti giuridici e amministrativi ha a disposizione il Servizio Sociale comunale/cantonale in caso di sospetto di falsa dichiarazione o di omissione di beni all’estero? In caso di accertamento di dichiarazioni non veritiere, quante sono state le revoche di prestazioni e le richieste di restituzione negli ultimi 3 anni nei confronti di titolari di permesso B e C? Sono previsti per il 2026-2027 miglioramenti procedurali, accordi internazionali o digitalizzazione per rendere più efficaci le verifiche patrimoniali transfrontaliere senza rallentare l’accesso a chi ne ha realmente bisogno?»



