Al lavoro per il bene pubblico: «Io ho fiducia nelle istituzioni»

Il discorso di Marina Carobbio Guscetti alla cerimonia d'apertura del Locarno Film Festival ha contenuto degli inevitabili richiami al terremoto politico ticinese delle ultime settimane
LOCARNO - Nel suo intervento (breve a causa del caldo) in occasione della cerimonia d'apertura della 79esima edizione del Locarno Film Festival, la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti ha richiamato l’attenzione su due temi centrali, a partire dal valore delle istituzioni.
Le istituzioni - ha sottolineato - non sono entità astratte, ma persone: individui che lavorano per il bene collettivo, spesso lontano dai riflettori, mettendo competenze e tempo al servizio della comunità. Per questo meritano fiducia, rispetto e cura. «Perché le istituzioni siamo noi, e le istituzioni si adoperano per noi». Parole pronunciate nel contesto festivaliero ma che si riferiscono alle polemiche dei giorni scorsi legate al caso Zali e alle critiche piovute sull'intero Consiglio di Stato, con la richiesta giunta da più parti di un passo indietro di tutti e cinque i ministri. Proprio, è stato detto, per preservare la credibilità delle istituzioni.
Qualsiasi organismo è fatto di persone, sottolinea Carobbio Guscetti. «Persone ognuna con la propria storia, ma accomunate dalla volontà di fare qualcosa per una comunità, per altre persone. Persone che non sono qui oggi a fare saluti e discorsi, ma che lavorano giorno dopo giorno affinché tutto funzioni al meglio. Persone che raramente ricevono applausi. Persone che pur restando dietro le quinte subiscono e soffrono le conseguenze delle critiche rivolte indistintamente alle istituzioni, perché in queste credono e investono una parte importante della propria vita».
Io ho fiducia nelle istituzioni, «perché ho fiducia in queste persone. E credo che queste persone meritino fiducia, considerazione e cura. Prendersi cura delle istituzioni significa prendersi cura delle persone che vi operano e, così facendo, prendersi cura anche di noi stessi», ha aggiunto la presidente del Consiglio di Stato.
L'apertura del Locarno Film Festival permette di collegare il piccolo Ticino con il resto del mondo, in un dialogo con il proprio tempo e con ciò che succede al di là dei confini cantonali. «Perché in fondo il mondo è piccolo. E anche se è più facile chiudere gli occhi e cercare di ignorare ciò che avviene altrove – le brutture, le cattiverie, la sofferenza e gli atti di disumanità – non possiamo sottrarci a quanto avviene altrove». Il riferimento è, soprattutto, ai conflitti che insanguinano il pianeta. «E anche questa volta il Festival sarà, per alcuni, l’occasione per far sentire la propria voce e la propria solidarietà verso chi nel mondo vive la sofferenza della guerra. È giusto che in una piazza aperta come questa ci sia spazio anche per chi sceglie di ricordarci che il cinema convive con la realtà e non se ne allontana».
Locarno79 può essere una centrale di cambiamento: «Penso che il cinema libero – capace di dare voce a chi non ha voce – ci possa aiutare a meglio capire gli altri», ha aggiunto Carobbio Guscetti. «Questa ricchezza, questa capacità di leggere e interpretare il presente e le diverse realtà che lo compongono, può poi trasformarsi in azione concreta. In forza motrice per un cambiamento verso una società migliore, un mondo più giusto, in cui ci sia spazio per tutte e tutti, senza distinzioni, nel rispetto reciproco».



