«4'000 franchi per riavere la mia auto»: scatta la denuncia al carro attrezzi

Il singolare caso avvenuto a Zurigo riporta in auge una zona grigia della pratica di rimozione dei veicoli in zona vietata. L'avvocato: «Ok far pagare le spese, ma il resto è illegale».
ZURIGO - Parcheggio in sosta vietata: arriva il carro attrezzi e porta via l’auto. Al ritorno, il proprietario contatta il servizio e la sorpresa, da fredda, diventa gelida: per recuperare il veicolo gli vengono richieste diverse migliaia di franchi.
È quanto accaduto a uno zurighese, intervistato da 20 Minuten, che si è trovato a fare i conti con un’azienda di rimozione già nota nella città sulla Limmat.
Il suo caso, va detto, è piuttosto singolare: l’uomo gestisce un’autofficina e i parcheggi “illegali” sfociati in rimozioni forzate sono quattro. Tre veicoli sono suoi, uno appartiene a un cliente: «Per quest’ultimo hanno avuto la faccia tosta di chiedermi 4'000 franchi in contanti», racconta. Gli altri restano invece in deposito e, mese dopo mese, accumulano costi «esorbitanti».
Per cercare di uscire dall’impasse ha incaricato un avvocato e ha sporto denuncia: «Non sarà gratis, ma forse così anche altre persone eviteranno di finire in questa situazione».
Ma il modus operandi di questo servizio di carro attrezzi è illecito? No e, in parte, sì, come spiega il legale: «Addebitare al proprietario i costi di rimozione di un veicolo in sosta vietata è generalmente legale», chiarisce l’avvocato, «e una tariffa accettata si aggira attorno ai 125 franchi».
Diverso è però il discorso della “tassa” extra a tre zeri richiesta al momento del ritiro: «Pretendere una somma così elevata, per di più in contanti, è senza dubbio illegale», ribadisce il giurista.
A quanto pare, la società in questione è nota da tempo per questa pratica. Sempre secondo l’avvocato, l’ex amministratore delegato è già stato multato nel 2022 da un tribunale per 13'500 franchi svizzeri.
Cambiano quindi i vertici e anche il nome della SAGL sul registro di commercio, ma non il modus operandi - anzi, si inasprisce: «Se con la precedente gestione si chiedevano poco meno di 500 franchi per veicolo, ora la richiesta parte da almeno 1'000».
Anche il Cantone di Zurigo, richiamando la sentenza del 2022, ha sottolineato che «non è legalmente consentito trattenere un’auto rimorchiata per costringere al pagamento delle spese (...) Se il veicolo viene comunque trattenuto, ciò può avere conseguenze legali e, in determinate circostanze, può configurare coercizione o estorsione».
Contattata da 20 Minuten, l’azienda querelata nega categoricamente le accuse e si limita a un «no comment».



