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SVIZZERA

«Costretti a macellare le nostre vacche»

La siccità record costringe molti allevatori svizzeri a scelte drastiche per salvare le aziende agricole.
«Costretti a macellare le nostre vacche»
20Minuten
Fonte 20Minuten
«Costretti a macellare le nostre vacche»
La siccità record costringe molti allevatori svizzeri a scelte drastiche per salvare le aziende agricole.

BASILEA - La prolungata siccità sta mettendo in ginocchio gli allevatori di tutta la Svizzera. Nei campi l’erba non cresce, il fieno scarseggia e i costi per l’acquisto di foraggio aumentano, creando una situazione sempre più difficile per molte aziende agricole.

Ueli Michel, allevatore di Nusshof (Basilea Campagna), descrive a 20Minuten uno scenario senza precedenti: i prati sono secchi come nelle regioni mediterranee e le riserve invernali sono già state utilizzate. Per far fronte alla mancanza di cibo, sta valutando una scelta drastica: macellare parte delle sue mucche.

Un circolo vizioso
Il problema però non riguarda solo l'estate 2026. I terreni, ormai aridi, non permettono nuove semine, compromettendo anche la produzione futura. Anche in caso di ritorno delle piogge, le conseguenze della siccità rischiano di protrarsi per mesi, se non anni, innescando un circolo vizioso difficile da interrompere. «Anche senza siccità l’anno prossimo, il foraggio mancherà comunque».

Una condizione insostenibile nel lungo periodo. «Probabilmente dovrò far macellare sette delle mie 35 vacche», spiega Michel. Una decisione dolorosa, resa ancora più difficile dal legame con gli animali. «Ognuna ha un nome. Le più anziane dovranno andare per prime».

«Tutti hanno lo stesso problema»
La crisi è aggravata inoltre dall’impossibilità di vendere il bestiame. «Nessuno compra: tutti hanno lo stesso problema, manca il foraggio».

Situazione analoga per altre aziende della regione, come quella della famiglia Rosset, che ha lanciato una raccolta fondi per acquistare fieno biologico ed evitare l’abbattimento del bestiame. L’iniziativa ha raccolto una forte solidarietà, con migliaia di franchi donati in poche settimane. «Siamo profondamente grati per la solidarietà ricevuta», afferma a 20Minuten.

Il raccolto è quasi nullo
Anche Patrik Birrer, allevatore a Duggingen, segnala una situazione critica. «Non ci sarà un secondo o terzo taglio d’erba. Sembra una steppa». La siccità ha colpito anche il mais: «Il raccolto è quasi nullo».

Nelle regioni alpine la situazione è al momento leggermente meno grave, ma le preoccupazioni crescono. In alcune zone prive d’acqua, il rifornimento deve avvenire tramite elicotteri. «Una mucca consuma circa 100 litri d’acqua al giorno. I costi sono insostenibili», spiega il consigliere nazionale e allevatore Ernst Wandfluh.

In passato, in situazioni simili interveniva talvolta l’esercito, mentre oggi il trasporto è affidato a operatori civili, con un forte aumento delle spese.

La siccità sta influenzando anche la stagione d’alpeggio. Alcuni allevatori sono già costretti a riportare il bestiame a valle in anticipo, aumentando ulteriormente il fabbisogno di foraggio nelle aziende.

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