Jans a Ginevra: «La patria è ovunque ci si senta bene»

Il consigliere federale invita a riconoscere come storie, culture e dialogo contribuiscano alla coesione e al progresso della Svizzera.
Il consigliere federale invita a riconoscere come storie, culture e dialogo contribuiscano alla coesione e al progresso della Svizzera.
GINEVRA - «La patria è ovunque ci si senta bene». È forse la frase che meglio riassume il discorso pronunciato oggi dal consigliere federale Beat Jans a Ginevra, in occasione della Festa nazionale. Nel parco e nella villa La Grange, Jans ha parlato di patria, identità, apertura e convivenza, ricordando come la Svizzera sia il risultato di tante storie personali, arrivate «da qui e da altrove».
Il consigliere federale ha innanzitutto ringraziato la Città di Ginevra per l’invito, soffermandosi sul luogo scelto per le celebrazioni. Il parco La Grange, ha osservato, offre uno sguardo sul Lemano, «prezioso serbatoio naturale, che riunisce tre Cantoni e un Paese vicino», e sulla Ginevra internazionale, «che riunisce le nazioni per dialogare e lavorare a favore della pace».
Da qui la riflessione sul significato della patria. «La patria è proprio il nostro punto di riferimento in questo 1° agosto. Ma cosa significa davvero questo concetto? È un semplice riferimento geografico?», si è chiesto Jans. La risposta è arrivata attraverso i ricordi personali: «La patria è ovunque ci si senta bene».
La patria, ha spiegato, è qualcosa di più di un luogo. È fatta di elementi familiari che danno sicurezza: «Un odore. Un piatto. Un treno che arriva in orario. Una penna. Caran d’Ache, ovviamente… O un gesto amichevole che riceviamo». E citando la scrittrice ed esploratrice ginevrina Ella Maillart: «Ho dovuto vivere nel deserto prima di poter comprendere appieno il valore dell’erba verde».
Un passaggio che Jans ha collegato anche al cambiamento climatico e alla siccità che sta interessando la Svizzera. «Non è necessario viaggiare per rendersi conto che, con il cambiamento climatico, anche il nostro Paese non è risparmiato».
Una Svizzera costruita sulla diversità
Nel suo discorso, il consigliere federale ha poi ripercorso la storia della Confederazione, sottolineando come alla sua formazione abbiano contribuito persone con «altre culture, altre lingue, altre storie». Una storia che, secondo Jans, non è quella dell’isolamento, ma «della diversità, dell’apertura al mondo e della coesione».
Il riferimento è anche all’immigrazione: «I rifugiati hanno contribuito a scrivere la nostra storia e a forgiare la nostra immagine nel mondo. I lavoratori stranieri hanno lavorato per la Svizzera». Hanno costruito centrali elettriche e gallerie, contribuito all’industria farmaceutica e all’orologeria e lasciato il segno nello sport. «Oggi sappiamo che molte delle persone che hanno raggiunto il nostro Paese lo hanno arricchito».
Jans ha quindi parlato della sicurezza e della necessità di proteggere diritti e libertà. «Per sentirsi bene a casa propria, bisogna poter vivere senza paura, certi dei propri diritti e delle proprie libertà». E ha aggiunto: «Signore e signori, insieme rendiamo il nostro Paese ancora più sicuro».
«L’Europa è anche casa nostra»
Nel mondo attuale, ha proseguito Jans, la sicurezza dipende anche dalla cooperazione con i Paesi vicini e con l’Unione europea. «Non facciamo parte dell’UE, ma facciamo parte dell’Europa». La geografia «ci rende vicini», l’economia «ci rende partner», mentre i valori comuni «ci rendono alleati».
Infine, il consigliere federale ha richiamato il valore della democrazia e del dialogo: rispettarsi, ascoltare tutte le voci, considerare le divergenze «come un’opportunità», trovare compromessi e soluzioni nell’interesse di tutti.
«Per me, la patria è anche il luogo delle possibilità; dove si dialoga; dove si ha il diritto di far sentire la propria voce; dove ci si impegna».
E la conclusione: «Qualunque siano i nostri punti di riferimento geografici o storici, oggi celebriamo la nostra Svizzera, che appartiene a tutte e tutti». Forse, ha concluso Jans, «la patria non è in realtà un luogo, ma semplicemente il modo in cui scegliamo di andare avanti insieme».




