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Annegamenti: «I mulinelli? Un falso mito. E non fate gli eroi, rischiate la vita»

Lorenzo Gentile della Società Svizzera di Salvataggio: «Che siano fiumi, laghi o la piscina, l'attenzione non è mai troppa. Non sopravvalutatevi».
Annegamenti: «I mulinelli? Un falso mito. E non fate gli eroi, rischiate la vita»
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Annegamenti: «I mulinelli? Un falso mito. E non fate gli eroi, rischiate la vita»
Lorenzo Gentile della Società Svizzera di Salvataggio: «Che siano fiumi, laghi o la piscina, l'attenzione non è mai troppa. Non sopravvalutatevi».

LUGANO - L'estate porta con sé la voglia di tuffarsi e rinfrescarsi, al fiume come al lago o in piscina. Ma nessuno di questi luoghi è sicuro al 100%. I numeri lo ricordano con drammatica chiarezza: dall'inizio dell'anno, in Svizzera, sono già 15 le persone morte in incidenti balneari, quattro delle quali in Ticino. Un tema tornato prepotentemente d'attualità dopo la tragica morte, a due passi dal confine, della bambina di 9 anni scomparsa sotto gli occhi dei genitori mentre si trovava in una spiaggetta sul lago di Como.

L'attenzione, dunque, non è mai troppa. A ricordarcelo è Lorenzo Gentile, vicepresidente della Società Svizzera di Salvataggio, sezione di Lugano.

Forse è il momento di rinfrescare alcuni accorgimenti fondamentali per evitare che un momento di svago e felicità si trasformi in tragedia.
«La primissima cosa da fare è non sopravvalutare delle proprie capacità natatorie, un classico. Per questo esistono le sei regole del bagnante - emanate dalla Società Svizzera di Salvataggio -, che riguardano fiumi, laghi e piscine*. Un esempio: si dice spesso di tenere i bambini a vista, ma in realtà bisogna tenerli a portata di mano, perché è questione di un attimo. Basta una distrazione, magari si è presi dal telefonino o da altro, e il bambino annega in modo silenzioso, senza che ci si renda conto. Può succedere in piscina, nei laghi e nei fiumi».

Per chi è pratico viene difficile da credere che sia possibile. Come si può morire facendo il bagno?
«Succede spesso per sprovvedutezza. In certi punti, penso ad esempio alla foce del Cassarate, ci sono detriti e sabbia che scivolano sotto i piedi: sembra una zona bassa, ma improvvisamente non si tocca più. Non è questione di correnti che trascinano: semplicemente si perde l’equilibrio e, se non si è capaci di nuotare, si va in difficoltà. Oppure ci si affida a un salvagente pensando che basti, ma può rompersi o allontanarsi, e a quel punto si resta senza supporto».

Quindi la classica ciambella o i braccioli non sono strumenti sufficienti?
«Assolutamente no. Non danno garanzia di galleggiamento al 100%, soprattutto dove l’acqua è alta. Non a caso, in alcune piscine è vietato entrare con questi supporti nelle vasche profonde».

Riguardo invece la possibilità di malori in acqua?
«Sono frequenti, soprattutto negli anziani. E l'acqua fredda può esserne la causa. Tornando alla foce del Cassarate, abbiamo il lago che ha una temperatura molto più alta rispetto al fiume. Ci sono poi le cosiddette idrocuzioni, cioè veri e propri shock termici: si resta al sole a lungo, accaldati, e poi ci si tuffa in acqua fredda. Può essere fatale».

Ha scioccato il recente della bambina a Como, sparita da un momento all'altro.
«Potrebbe essere stata risucchiata, ma al di là dei dettagli tecnici, il punto è che era a vista, ma lontana dai genitori. Se fosse stata a portata di mano, ci sarebbe forse stata più possibilità di intervento».

Si parla spesso di mulinelli nei laghi. Esistono davvero?
«No, sono un falso mito. Si tratta al massimo di piccoli movimenti dell’acqua, per esempio vicino alle foci, ma non sono in grado di trascinare una persona sott’acqua. Piuttosto può esserci corrente, soprattutto dopo piogge, ma non è un “mulinello” che ti risucchia».

Se una persona ha un crampo mentre nuota al largo, cosa dovrebbe fare?
«Cercare di far passare il crampo senza farsi prendere dal panico. Bisogna conoscere come allungare il muscolo, a seconda che il crampo sia al polpaccio o alla coscia. Se non si riesce subito, bisogna restare calmi e rientrare lentamente usando le braccia. Meglio ancora evitare di allontanarsi troppo e usare una boa di segnalazione: fondamentale sia per farsi vedere, sia come supporto per galleggiare».

E se si vede qualcuno in difficoltà al largo? È giusto intervenire?
«Bisogna fare molta attenzione. Intervenire a mani nude è rischioso: la persona in difficoltà può aggrapparsi e trascinare sott’acqua anche il soccorritore. Bisogna sempre usare un supporto galleggiante. Altrimenti si rischia l’annegamento di entrambi».

Quindi improvvisarsi eroi può essere pericoloso?
«Esattamente. La prima cosa da valutare è se si hanno i mezzi e le capacità per intervenire senza mettere a rischio la propria vita».

Un ultimo consiglio?
«Fare corsi di nuoto e di salvataggio, per aumentare la consapevolezza e muoversi in sicurezza in acqua».

*Regola per il bagnante 1
Non lasciare bambini incustoditi vicino all’acqua – tenere i bambini piccoli sotto controllo, a portata di mano!

Regola per il bagnante 2
Non entrare mai in acqua dopo l’assunzione di bevande alcoliche o altre droghe! Non nuotare mai a stomaco pieno o completamente vuoto.

Regola per il bagnante 3
Non tuffarti sudato in acqua: il tuo corpo deve gradualmente abituarsi!

Regola per il bagnante 4
Non tuffarti in acque torbide o sconosciute: le situazioni sconosciute presentano pericoli.

Regola per il bagnante 5
Materassini e oggetti gonfiabili ausiliari per il nuoto non devono essere usati in acque profonde: essi non danno alcuna sicurezza.

Regola per il bagnante 6
Non nuotare lunghe distanze da solo: anche il corpo meglio allenato può subire debolezze.

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