«Zali ha fornito le sue spiegazioni e si esprimerà pubblicamente nei prossimi giorni»

Lo comunica stasera la Lega dei Ticinesi, precisando che il consigliere di Stato ha «escluso di aver commesso fatti di rilevanza penale».
BELLINZONA - Il coordinamento della Lega dei Ticinesi ha incontrato questa sera personalmente il Consigliere di Stato Claudio Zali per confrontarsi sui recenti fatti. È quanto ha fatto sapere stasera la Lega.
«Zali ha fornito la sua versione e le sue spiegazioni escludendo di aver commesso fatti di rilevanza penale. Ha inoltre comunicato che nei prossimi giorni esprimerà pubblicamente la propria posizione e le decisioni che intenderà assumere. Il coordinamento ne ha preso atto e attenderà tale comunicazione prima di esprimersi sulla vicenda e adottare gli eventuali provvedimenti».
Fino a quel momento, viene infine precisato, la Lega dei Ticinesi non rilascerà dichiarazioni.
L'incontro in un luogo segreto
Con quale stato d’animo Zali si sia presentato all'incontro non è dato saperlo. Di certo, era consapevole di trovarsi di fronte a uno dei passaggi più significativi e delicati della sua carriera politica. Ad attenderlo, in una location volutamente tenuta segreta ai media e diversa dalla sede di via Monte Boglia, c’erano il collega di Governo Norman Gobbi, il coordinatore della Lega dei Ticinesi Daniele Piccaluga e il vicecoordinatore Alessandro Mazzoleni.
Un incontro da cui potevano scaturire diversi scenari, molti dei quali legati alla volontà dello stesso Zali.
Il potere dell’assemblea di partito, infatti, è limitato: può decidere sulle candidature ed eventualmente avviare una procedura di espulsione, ma non può imporre dimissioni da un incarico di Governo. Solo Zali, o i suoi colleghi in Consiglio di Stato, possono prendere una decisione in tal senso.
Sul tavolo restavano quindi diverse opzioni: un passo indietro nella corsa al Governo in vista delle prossime elezioni; l’espulsione dal partito, con il conseguente stralcio dall’elenco dei soci e la possibilità di ripresentarsi come indipendente; oppure le dimissioni immediate.
La vicenda che coinvolge il consigliere di Stato ha sollevato un ampio polverone nelle ultime settimane. Tre gli episodi principali, sintetizzati qui di seguito.
Il caso del 14enne alla Farera
Un ragazzo di 14 anni viene detenuto per quasi un mese alla Farera nell’ambito di un’inchiesta penale relativa a una presunta spedizione punitiva. Zali si interessa personalmente al caso.
Il 9 giugno 2026 convoca nel suo ufficio un incontro con la magistrata dei minorenni, la direttrice medica del servizio di medicina penitenziaria, la responsabile della Divisione giustizia e il direttore delle strutture carcerarie. Zali conferma che il ragazzo è figlio di una sua conoscente e afferma di non voler interferire con la magistratura, ma di aver ritenuto problematico il collocamento del minorenne alla Farera, cercando quindi soluzioni alternative.
Il nodo politico resta però evidente: un consigliere di Stato interviene personalmente in una vicenda giudiziaria che riguarda il figlio di una persona a lui vicina. La questione è stata sottoposta all’alta vigilanza parlamentare. La Commissione Gestione ha avviato approfondimenti e le commissioni competenti hanno iniziato le audizioni.
Gli audio del luglio 2026
È il capitolo potenzialmente più destabilizzante. Un profilo Instagram diffonde registrazioni attribuite a Claudio Zali. La voce sembrerebbe autentica e lo stesso consigliere di Stato non lo smentisce.
Il contenuto è estremamente delicato. In una registrazione si sente la voce a lui attribuita pronunciare frasi come: «Riempila di botte» e «Io quando è venuta a casa mia l'ho pestata». In un’altra parte della conversazione si parla della possibilità di coinvolgere un «amico di Milano» per agire contro questa donna.
Questi audio hanno innescato una reazione a catena: tutti i partiti sono intervenuti pubblicamente chiedendo le sue dimissioni, o almeno un passo indietro fino a quando non sarà fatta chiarezza. Tra questi anche il suo stesso partito.
La mail all'EOC
A pochi giorni dalla diffusione degli audio emerge anche una email. Risale all’estate del 2020, quando il consigliere di Stato scrive ai vertici dell’EOC per sollecitare l’assunzione di una donna. Quest’ultima sembrerebbe essere l’interlocutrice con cui, nelle registrazioni citate, Zali afferma di «riempire di botte» un’altra donna.
Tra i passaggi più controversi, quello in cui Zali scrive che, qualora l’organico fosse stato completo, l’EOC avrebbe potuto «licenziare uno dei frontalieri di cui è farcito come un cannolo alla crema» per liberare un posto.



