Il Mattino della Domenica lapidario su Zali: «Non lo appoggeremo»

Il silenzio del Consigliere di Stato e le divergenze su temi chiave spingono il domenicale a confermare il proprio disimpegno nei suoi confronti: «Non si è nemmeno degnato di interrompere la vacanza».
LUGANO - Il caso che coinvolge il Consigliere di Stato Claudio Zali continua a far discutere. Al centro del dibattito non ci sono solo i contenuti dei file audio – definiti dallo stesso Zali «frutto di registrazione illecita» – ma anche le conseguenze politiche e comunicative della vicenda. Conseguenze di cui anche il domenicale della Lega ha voluto discutere.
Zali, viene fatto notare, non ha smentito il contenuto delle registrazioni, «se ne deve purtroppo dedurre che non si tratta di “fake”», ammette il Mattino della Domenica. «Alle telefonate - prosegue il domenicale - si è aggiunta l’escalation del caso del “14enne della Farera” (dal punto di vista penale finirà probabilmente in nulla) e la mail “perentoria” ai vertici EOC, per far assumere proprio l’“amica” che poi l’avrebbe messo nella melma». Vicende che sembrano slegate, ma che per il domenicale sono collegabili per l'approccio: «Della serie “e qui comando io…”.»
Ciò che viene evidenziato è soprattutto il silenzio del consigliere di Stato. A diversi giorni dallo scoppio del caso, «non si è finora visto alcun tentativo […] di attutire il colpo», né un segnale di attenzione verso il proprio movimento politico. «Avrebbe anche potuto esprimere rincrescimento per le difficoltà provocate alla Lega, invece non si è nemmeno degnato di interrompere le proprie vacanze.»
In parallelo, emerge anche una presa di distanza più ampia e già in atto. Il domenicale ribadisce infatti una scelta politica già annunciata: sostenere «i candidati in cui si riconosce». Tra questi, «non può per ovvi motivi figurare chi afferma di essere “più vicino ai Verdi che all’Udc”», sottolinea l'editore Antonella Bignasca.
La distanza viene definita ormai marcata, sia su temi politici – come l’iniziativa per la riduzione dei dipendenti pubblici o la gestione del lupo – sia sul piano generale. Per questo, anche in caso di ricandidatura, «il Mattino non lo appoggerà». Una decisione descritta come «sofferta, ma di coerenza», maturata prima della vicenda personale, che «non cambia, semmai rafforza, questa posizione».



