Parla Mister 500: «Avevo bisogno di tornare a respirare aria ticinese: per questo ho fatto l'abbonamento»

Chiacchierata con Libero Corti, detto "Bibo". Lui è l'abbonato numero 500 del nuovo Bellinzona targato Sergi: «Sono un nazionalista. Negli ultimi anni di granata non c'era più nulla».
BELLINZONA - Libero Corti, detto "Bibo", è l'abbonato numero 500 del Bellinzona, un club che, tra mille difficoltà, sta cercando di ricostruire e ripartire. La proprietà ticinese, guidata da Renato Sergi, sta riavvicinando diversi granata DOC. Ogni abbonamento racconta una storia, ma quello numero 500 del Bellinzona Calcio ha un significato particolare. Dietro questo traguardo c'è un tifoso che ha scelto di rinnovare - anzi, di ridare - la propria fiducia ai colori granata. «Negli anni in cui al timone della società c'erano Bentancur e Trujillo non ho sottoscritto la tessera. Quando il nostro Bellinzona è tornato ticinese, non ho esitato un momento a farlo. Sono un nazionalista... (ride, ndr) e non ho avuto dubbi. Sono curioso ed emozionato nel tornare a sostenere la squadra al Comunale».
Una vita trascorsa al Comunale...
«Da quando avevo 14 anni, la tessera del Bellinzona faceva parte della mia quotidianità. Devo ammettere che il primo anno con Bentancur ho pagato l'abbonamento, ma non mi è mai arrivato. Questo dice molto sulla gestione di allora. Oggi però sono fiducioso che, piano piano, le cose possano cambiare in meglio».
ACBDa sinistra: il presidente onorario Paolo Righetti, il tifoso granata Libero Corti e il direttore generale dell'ACB Stipe Simunac.Cosa l'ha fatta più soffrire negli ultimi anni?
«Non c'era più nulla del Bellinzona a cui eravamo abituati. Non c'erano più ticinesi in rosa, mancava un'identità di gioco e la gestione del club lasciava a desiderare. Tutto questo mi ha fatto star male, come tanti altri bellinzonesi che negli anni si sono staccati dall'ACB».
Cosa si attende dalla nuova stagione?
«Una stagione tranquilla. Non mi aspetto nulla di particolare. Dall'anno prossimo la speranza è di tornare a lottare per la Challenge League, magari facendo anche qualcosa in più. Ma staremo a vedere: intanto godiamoci questo campionato».
Il bellinzonese nutre un po' di invidia per quanto sta facendo il Lugano negli ultimi anni?
«Evidentemente non sono mai stato un luganese, ma da quando in panchina c'è Mattia Croci-Torti lo seguo con un po' più di simpatia».
Per Corti, il ritorno al Comunale è anche un gesto di appartenenza...
«Spero di rivedere sugli spalti famiglie, volti conosciuti e giovani pronti a innamorarsi di questi colori. Servirà pazienza, ma il Bellinzona può ritrovare il suo pubblico e la sua identità, passo dopo passo».



