FIGC scettica, Pirlo lontano dalla panchina dell'Italia

Secondo la stampa italiana il matrimonio non si farà a causa della collaborazione di Pirlo con uno dei principali bookmaker russi (Fonbet). L'ex Juve e Milan si difende: «Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso»
Secondo la stampa italiana il matrimonio non si farà a causa della collaborazione di Pirlo con uno dei principali bookmaker russi (Fonbet). L'ex Juve e Milan si difende: «Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso»
ROMA - Andrea Pirlo è più fuori che dentro. Sì, secondo quanto riporta questa mattina la stampa italiana ben difficilmente l'ex calciatore di Juventus e Milan guiderà la nazionale azzurra. Il motivo è legato alla sua collaborazione con uno dei principali bookmaker russi (Fonbet) e a un viaggio a Mosca effettuato lo scorso mese di maggio. Giovanni Malagò, numero 1 della FIGC, sta analizzando la situazione ma la sensazione dei media della vicina Penisola è che si andrà verso un mancato accordo. Troppe le pressioni provenienti da ogni dove.
In queste ore lo stesso Pirlo - attuale allenatore dello United FC - ha voluto fare chiarezza attraverso i social: «Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono».
Molto contrariato per quanto sta accadendo anche l'ex attaccante del Milan, l'ucraino Andriy Shevchenko: «Per me la cosa principale è fare in modo che tutti siano consapevoli della situazione, che la guerra continua, che la Russia uccide costantemente bambini e cittadini ucraini e che il conflitto è qui, nel nostro Paese».
Nel frattempo Giovanni Malagò potrebbe trovarsi ad affrontare un ulteriore problema: se Pirlo dovesse definitivamente saltare, Paolo Maldini e Leonardo - che lo avevano individuato dopo il rifiuto di Guardiola - potrebbero rassegnare le dimissioni.





