Sponsor russi, Pirlo è già sulla graticola

La politica italiana chiede alla FIGC di fare un passo indietro sulla nomina. Ma il neo-CT si difende: «Critiche strumentali e ipocrite».
ROMA - Calcio e politica, mai così intrecciati. La scelta di Andra Pirlo come Commissario Tecnico della Nazionale italiana rischia di trasformarsi in un caso istituzionale ancora prima dell'inizio della sua avventura. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la nomina del "Maestro" ha scatenato una vera e propria bufera politica, legata alla sua collaborazione con uno dei principali bookmaker russi e a un viaggio a Mosca effettuato lo scorso mese di maggio.
Dal centrosinistra sono arrivate critiche durissime, rivolte sia alla FIGC sia allo stesso Pirlo. «Il Partito Democratico non appoggerà mai alcun compromesso sull'utilizzo delle scommesse sportive o sulla loro pubblicità, come invece vorrebbe la Lega Calcio. E il fatto che il bookmaker sia russo è un'aggravante», ha dichiarato Mauro Berruto, responsabile Sport della segreteria del PD ed ex commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di pallavolo. Ancora più netto Carlo Calenda. Il leader di Azione non lascia spazio a interpretazioni: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire incarichi nazionali».
Dopo l’ennesima disfatta e un’altra qualificazione mondiale mancata, il calcio italiano avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione culturale, etica e gestionale. La scelta di Andrea Pirlo va nella direzione opposta.
— Pina Picierno (@pinapic) July 25, 2026
Pirlo è stato un campione straordinario. Da allenatore, fin qui,…
Tra le voci più critiche c'è anche quella della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che definisce la scelta della FIGC «un grave errore». In un lungo messaggio pubblicato su X, l'eurodeputata sottolinea che il punto non è stabilire se Pirlo sia o meno filorusso. «Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un'operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l'Ucraina veniva bombardata. Non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse. La Nazionale italiana rappresenta l'Italia nel mondo. E l'Italia è dalla parte dell'Ucraina, dell'Unione europea e del diritto internazionale».
Una polemica che, sempre secondo il Corriere, avrebbe iniziato a creare qualche imbarazzo anche ai vertici del calcio italiano. Il quotidiano sostiene infatti che il presidente federale Giovanni Malagò sarebbe sempre meno convinto della scelta compiuta.
Andrea Pirlo, dal ritiro del Dubai FC in Austria, ha però respinto con decisione tutte le accuse. «Sono critiche strumentali e ipocrite», ha replicato l'ex regista, chiedendosi perché allora si sia disputato un Mondiale negli Stati Uniti, Paese coinvolto in un conflitto con l'Iran.
La sensazione è che la partita più complicata per il nuovo CT non si giochi sul campo, ma fuori. Con il matrimonio tra Pirlo e la Nazionale che potrebbe già essere finito prima di cominciare. Insomma, come si dice in questi casi Affaire à suivre.



