«Nessuno ti insegna a essere padre di un bambino autistico»

Il campione del mondo spagnolo Marc Cucurella racconta la sua quotidianità con il figlio autistico e spiega in che modo i bisogni di quest’ultimo influenzano anche la sua carriera.
Il campione del mondo spagnolo Marc Cucurella racconta la sua quotidianità con il figlio autistico e spiega in che modo i bisogni di quest’ultimo influenzano anche la sua carriera.
MARC CUCURELLA - Marc Cucurella è celebrato in Spagna come campione del mondo, ma la sfida più intensa e importante per il difensore si gioca lontano dal campo. Nel documentario «Married to the Game», il 28enne si commuove parlando del figlio Mateo, sei anni, affetto da un disturbo dello spettro autistico.
«I genitori non sono preparati a questo. Abbiamo dovuto imparare tutto», racconta Cucurella. «È difficile. Nessuno ti insegna a essere padre di un bimbo autistico. Vedi che tuo figlio non sta bene e non sai come aiutarlo».
Particolarmente complicato è stato il periodo scolastico. Mateo non riusciva ad adattarsi a una scuola ordinaria: «Non era felice. Piangeva continuamente, e dovevamo andarlo a prendere dopo poche ore». Anche la moglie Claudia Rodriguez ricorda quei mesi come segnati da poco sostegno e grande fatica quotidiana.
Le difficoltà si riflettono anche nella vita familiare. «Bisogna sempre pensare a Mateo», spiegano i genitori, sottolineando come cambiamenti e nuove situazioni possano essere destabilizzanti per il bambino. Anche le vacanze richiedono attenzioni particolari.
Questa realtà incide pure sulle scelte professionali del calciatore. «Quando un club si interessa a me, verifichiamo prima se ci sono scuole e terapie adeguate», ha spiegato a «Radioestadio Noche». Per Cucurella, il benessere della famiglia resta la priorità. «Se la mia famiglia sta bene, posso dare il meglio in campo».
Nonostante le difficoltà, il giocatore ha deciso di parlare pubblicamente dell’autismo. «Il minimo progresso dà una gioia immensa», afferma, con l’obiettivo di offrire sostegno ad altri genitori. «I bambini come Mateo sono straordinari: ci hanno cambiato la vita e fatto vedere il mondo con occhi diversi».





