Infantino attacca giornalisti ed esperti

La Coppa del Mondo 2026 è finita da una settimana, ma per Gianni Infantino non è ancora stata digerita. In un attacco a tutto campo, il presidente della Fifa si scaglia duramente contro giornalisti e critici.
La Coppa del Mondo 2026 è finita da una settimana, ma per Gianni Infantino non è ancora stata digerita. In un attacco a tutto campo, il presidente della Fifa si scaglia duramente contro giornalisti e critici.
ZURIGO - Una settimana dopo la finale dei Mondiali a New York, Gianni Infantino si è sfogato su Instagram. Nelle sue dichiarazioni, il presidente della Fifa ha attaccato in modo eccezionalmente duro i media e gli osservatori che durante i Mondiali avrebbero criticato la Fifa. La sua accusa: i giornalisti diffonderebbero solo «odio» e spargerebbero informazioni false.
«Mentre voi vi nascondete, noi siamo in prima linea»
«A coloro che siedono dietro le loro penne e fogli, dietro i loro schermi e diffondono odio e false voci, voglio dire: mentre voi vi nascondete dietro le quinte, noi della Fifa siamo in prima linea».
I critici farebbero solo divisioni, mentre lui e la Fifa «esplorano le strade», uniscono i tifosi e garantiscono «il miglior spettacolo del mondo». Il suo consiglio cinico a tutti i brontoloni: dovrebbero piuttosto «meditare, pregare o guardare una partita di calcio», invece di sprecare la loro energia per l'odio.
Telefonata di Trump e visti negati
La causa dello sfogo di Infantino sarebbe la massiccia critica che ha accompagnato la federazione mondiale durante tutto il torneo. Oltre ai prezzi esorbitanti dei biglietti e allo scandalo riguardante l'arbitro somalo Omar Artan, a cui è stato improvvisamente negato l'ingresso negli USA, soprattutto il «caso Balogun» ha suscitato indignazione in tutto il mondo.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump era intervenuto personalmente e aveva ottenuto la revoca della squalifica per l'americano.
Ma Infantino non vede alcun problema nel tanto criticato atteggiamento accomodante con Trump. Decisioni arbitrali «controverse» o misure disciplinari insolite – come permettere a giocatori squalificati di scendere in campo all'ultimo momento – sarebbero comunque «all'ordine del giorno e generalmente accettate» nei maggiori campionati del mondo, si giustifica.
Nessuna replica tollerata
Per il boss della Fifa, il torneo è stato un successo pieno nonostante tutte le polemiche. Respinge con decisione tutte le accuse e invece esalta «100 percento sicurezza, solo gioia e felicità». Nel calcio, in fin dei conti, si tratta di unità e non di divisione.
Reazioni libere, opinioni o addirittura repliche il più potente uomo del calcio mondiale però non le tollera sul suo profilo: sotto il suo post emotivo, che in poche ore ha già raccolto più di 21'000 like, ha disattivato la funzione dei commenti.




