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BELLINZONA

«Nessuna comunicazione su Zali. E noi scendiamo in piazza»

Lo fa sapere il collettivo Io l'8 Ogni Giorno. La manifestazione è confermata per domani alle 18 in Piazza Governo a Bellinzona.
«Nessuna comunicazione su Zali. E noi scendiamo in piazza»
Tipress
Fonte Io l'8 Ogni Giorno
«Nessuna comunicazione su Zali. E noi scendiamo in piazza»
Lo fa sapere il collettivo Io l'8 Ogni Giorno. La manifestazione è confermata per domani alle 18 in Piazza Governo a Bellinzona.

BELLINZONA - Avanti tutta. Lo dice il Collettivo Io l’8 Ogni Giorno confermando il presidio previsto per domani, mercoledì 29 luglio, volto a chiedere pubblicamente le dimissioni del consigliere di Stato Claudio Zali.

L'appuntamento è confermato per le 18.00 in Piazza Governo a Bellinzona.

«Ad oggi non è giunta alcuna comunicazione ufficiale circa le dimissioni di Claudio Zali», scrive il collettivo in un comunicato. «Il presidio resta comunque confermato: indipendentemente da ulteriori comunicazioni, la sua necessità nasce dalla gravità dei fatti già emersi. Le registrazioni rese pubbliche in questi giorni — in cui il consigliere di Stato Claudio Zali incita alla violenza contro una donna e afferma di averla praticata — sono un fatto gravissimo».

Ancora più grave, per Io l'8 Ogni Giorno «è che il Governo ticinese, pur dichiarando il proprio impegno contro la violenza di genere, non abbia chiesto le sue dimissioni né adottato alcuna misura concreta. È inaccettabile che nel governo sieda una persona che incita alla violenza contro le donne. È incompatibile con qualsiasi politica di prevenzione, tutela e rispetto dei diritti fondamentali».

«La credibilità delle istituzioni passa dai comportamenti di chi le rappresenta: non si può parlare di lotta alla violenza di genere e allo stesso tempo tollerare chi la legittima. Che le dimissioni arrivino oggi, nelle prossime ore, o non arrivino affatto, noi scendiamo in piazza».

Il presidio vuole quindi:

    • affermare che la violenza di genere non è negoziabile.
    • chiedere coerenza istituzionale tra dichiarazioni e azioni.
    • difendere la fiducia delle cittadine e dei cittadini, che non può essere tradita.

«Chiediamo le dimissioni immediate di Claudio Zali, l'assunzione piena di responsabilità da parte del Governo ticinese e misure concrete di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne. Invitiamo associazioni, collettivi, partiti e tutte le persone impegnate nella difesa dei diritti delle donne a unirsi a noi. La violenza non può essere normalizzata, né tollerata, né minimizzata. La dignità delle donne non è negoziabile», conclude il collettivo.

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