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CICLISMO

«Pogacar? È impossibile immaginare qualcuno che non mostri mai segni di fatica»

Claudio Chiappucci si è interrogato sulle prestazioni (per lui disumane) fornite dallo sloveno alla Grande Boucle.
«Pogacar? È impossibile immaginare qualcuno che non mostri mai segni di fatica»
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«Pogacar? È impossibile immaginare qualcuno che non mostri mai segni di fatica»
Claudio Chiappucci si è interrogato sulle prestazioni (per lui disumane) fornite dallo sloveno alla Grande Boucle.
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PARIGI - Tadej Pogacar ha semplicemente dominato, vincendo in scioltezza il Tour de France, dove ha inflitto 6'26'' a Remco Evenepoel e 9'42'' a Isaac Del Toro. Numeri che non lasciano molto spazio all'immaginazione: l'esponente della UAE non ha avuto rivali, andando a conquistare la sua quinta Grande Boucle della sua immensa carriera.

In tanti, negli ultimi tempi, dopo ogni impresa di Pogacar, si stanno chiedendo se lo sloveno sia umano. Fra questi c'è Claudio Chiappucci, intervistato da AS, che si è posto molte domande. «Questa differenza è così esagerata… Non tutto è chiaro – ha detto il 63enne italiano, due volte secondo sia al Giro che al Tour e vincitore della Milano-Sanremo nel 1991 – Nella mia vita ho visto molti ciclisti, ma non ne ho mai visto uno come lui, che non sembra mai aver sofferto. Non sembrava in difficoltà neanche questa volta. Venerdì sull'Alpe d'Huez ha tagliato il traguardo con un aspetto completamente riposato. Non so se sia umano o no. Tutti mostrano segni di sforzo o dolore, soprattutto in questo sport. Per non parlare della posizione in sella, che ti tradisce quando stai spingendo al massimo… Non lui. Sempre uguale in tutto. Pogacar è diverso da qualsiasi cosa abbiamo mai visto prima. È impossibile immaginare qualcuno che non mostri mai segni di fatica. Impossibile. Battere il record su questa montagna, dopo tanti giorni e tante salite… Non ho mai visto niente di simile in vita mia. So cosa significano sforzo, sacrificio e dolore, anche la mia vita sportiva si basa su questo. Quello che mi interessa è lo stile del ciclista. Non mostra alcun segno di sofferenza. Non suda. Supera i suoi rivali al doppio della velocità. Mai una brutta giornata, mai un calo di concentrazione per nessun motivo».

Sul tema antidoping, e sui controlli notturni effettuali a Pogacar, Chiappucci ha preferito soprassedere: «Non so come funzionino queste cose, non le conosco. Le ho viste e ne ho letto. È una nuova frontiera che non mi è familiare. Se lo fanno nelle prime ore del mattino, ci deve essere un motivo. Giusto? Non lo so».

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