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Single sì, ma a caro prezzo

Nonostante rappresenti una fetta crescente della popolazione, chi vive da solo continua a subire penalizzazioni economiche e sociali. Ecco in quali campi
Single sì, ma a caro prezzo
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Fonte NZZ
Single sì, ma a caro prezzo
Nonostante rappresenti una fetta crescente della popolazione, chi vive da solo continua a subire penalizzazioni economiche e sociali. Ecco in quali campi

BERNA - In Svizzera vivono circa 1,4 milioni di persone sole, quasi un quinto della popolazione. Eppure, secondo l'associazione Pro Single Schweiz, i loro interessi continuano a essere poco considerati dalla politica. «Chiediamo solo di essere trattati come gli altri dal punto di vista finanziario», afferma la presidente Sylvia Locher, che da oltre trent'anni si batte per i diritti dei single.

Dal canone radiotelevisivo all'imposta di successione
Secondo il suo giudizio, gli svantaggi sono numerosi. Alcuni riguardano la vita quotidiana, come il canone radiotelevisivo: chi vive da solo lo paga per intero, mentre nelle coppie il costo è condiviso. Le differenze più marcate emergono però nelle imposte di successione. Se una persona sposata lascia il proprio patrimonio al coniuge, nella maggior parte dei casi non è dovuta alcuna tassa. Chi invece decide di destinare l’eredità a un amico o a una persona cara senza legami di parentela può vedere una quota consistente del patrimonio finire nelle casse dello Stato. In alcuni cantoni l’imposta può arrivare fino a un terzo o addirittura alla metà dell’importo ereditato.

A Basilea Città, ad esempio, un partner convivente paga circa 50 mila franchi di imposte di successione su un’eredità di 500 mila franchi, mentre per un amico la cifra sale a oltre 150 mila franchi. A Lucerna, invece, il convivente non paga alcuna imposta, mentre un amico può arrivare a versare fino a 190 mila franchi.

Le differenze del sistema previdenziale
Le critiche riguardano anche il sistema previdenziale. Locher contesta alcune prestazioni destinate alle vedove e ad altre categorie familiari, sostenendo che chi ha sempre lavorato e provveduto autonomamente al proprio sostentamento finisce spesso per ricevere meno rispetto a chi ha beneficiato di altri meccanismi di compensazione. Anche nel secondo pilastro, osserva, i single risultano penalizzati, perché alla loro morte una parte del capitale accumulato rimane nelle casse pensioni invece di poter essere destinata liberamente a una persona scelta.

Sul fenomeno, tuttavia, esistono ancora pochi dati. Un rapporto del Consiglio federale del 2023 fotografa la presenza di circa 1,4 milioni di persone che vivono sole, ma offre poche informazioni sulle conseguenze fiscali e sociali di questa condizione. Per colmare questa lacuna, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un’analisi approfondita sul trattamento riservato ai single in materia di imposte, assicurazioni sociali e redistribuzione.

«Siamo in fondo alla scala di valori»
Secondo Locher, il problema è soprattutto culturale. «In cima alla scala di valori ci sono matrimonio e famiglia, noi siamo in fondo», sostiene. A suo dire, molti single evitano perfino di parlare pubblicamente della propria condizione per timore di essere giudicati. Eppure qualcosa sta cambiando: oggi vedere una persona da sola al ristorante, al cinema o in vacanza è sempre meno insolito e, soprattutto tra le giovani donne, la scelta di vivere da single è percepita sempre più come un segno di indipendenza. «Esistono diverse forme di vita – conclude – e nessuna dovrebbe essere favorita a svantaggio delle altre».

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