Canicola e cantieri, la SSIC: «Basta penalità per ritardi»

Con una petizione chieste condizioni contrattuali più eque per tutelare la salute dei lavoratori durante le ondate di caldo.
Con una petizione chieste condizioni contrattuali più eque per tutelare la salute dei lavoratori durante le ondate di caldo.
ZURIGO - In queste settimane di canicola, le imprese edili non dovrebbero essere penalizzate contrattualmente per i ritardi sui cantieri. È quanto chiede la Società svizzera degli impresti costruttori (SSIC) in una petizione, in cui si auspicano «condizioni quadro eque e realistiche in caso di ondate di caldo» anche pere tutelale la salute della manodopera.
«Chiediamo una protezione efficace della salute dei lavoratori edili, scadenze realistiche per i lavori e regole chiare in caso di interruzioni del lavoro dovute al caldo», specifica il testo della petizione lanciata oggi.
Secondo la SSIC, a differenza di quanto avviene in caso di maltempo, i ritardi e le interruzioni dei lavori edili dovuti al caldo estremo vengono raramente presi in considerazione e non sono oggetto di indennizzo. Inoltre, i ritardi potrebbero comportare elevate penali contrattuali, sebbene i periodi di canicola non possano essere influenzati né dalle aziende né dai lavoratori.
I costi e la pressione ricadono quindi interamente sulle imprese e sui lavoratori, che sono costretti a rispettare scadenze sempre più strette, specificano gli impresari, ciò che mette a rischio la salute dei lavoratori.
Attualmente è pendente in parlamento una mozione che chiede al Consiglio federale di adottare tutte le misure necessarie affinché gli influssi naturali siano obbligatoriamente presi in considerazione nella pianificazione e nell'esecuzione dei lavori. In caso di caldo estremo, le imprese dovrebbero poter garantire la salute e la sicurezza sul lavoro sospendendo i cantieri senza rischiare penali contrattuali. Il Consiglio nazionale aveva approvato questa mozione nel dicembre 2024.
Secondo un comunicato del marzo 2025, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati si era detto d'accordo con i contenuti dell'atto parlamentare, precisando tuttavia, al pari del governo, che provvedimenti sono già stati avviati nell'ambito di una tavola rotonda in cui siedono le parti sociali. Per questo, pur condividendo le finalità della mozione, raccomanda al plenum di respingerla perché ormai superata.




