La lettiera dei gatti mette sotto pressione le discariche svizzere

Già dal 2027 alcune potrebbero esaurire lo spazio a disposizione e il principale colpevole è, all'apparenza, insospettabile
Già dal 2027 alcune potrebbero esaurire lo spazio a disposizione e il principale colpevole è, all'apparenza, insospettabile
ZURIGO - Un gesto quotidiano per chi ha un gatto può avere conseguenze su scala nazionale. La gestione della lettiera domestica contribuisce infatti in modo significativo alla crescente pressione sulle discariche svizzere, che secondo gli esperti potrebbero esaurire lo spazio già a partire dal 2027.
Galeotta fu la lettiera minerale
Circa la metà dei rifiuti urbani in Svizzera viene incenerita, producendo energia per elettricità e riscaldamento. Tuttavia, alcuni materiali - tra cui vetro, ceramica e sostanze minerali - non bruciano e si trasformano in scorie da depositare in discariche speciali. Per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti si generano circa 190 chilogrammi di residui. Secondo l’Ufficio federale dell’ambiente (Bafu), l’8% di queste scorie è riconducibile alla lettiera minerale per gatti.
La maggior parte delle lettiere di questo tipo è composta da bentonite, un’argilla che non si decompone durante la combustione. Con circa 1,5 milioni di gatti nel Paese, ogni anno si producono circa 57’000 tonnellate di rifiuti di questo genere: un volume superiore, ad esempio, a quello dei rifiuti di cartone, che invece bruciano quasi completamente.
Ridurre i rifiuti (o alla peggio esportarli)
Secondo uno studio dell’Associazione dei gestori degli impianti svizzeri di smaltimento dei rifiuti (VBSA), la capacità delle discariche potrebbe non essere più garantita già nel 2027. Anche con l’apertura di nuovi impianti, il problema verrebbe solo rinviato di pochi anni. Tra le possibili soluzioni figura anche l’esportazione delle scorie all’estero, ma la priorità indicata dalle autorità resta la riduzione dei rifiuti alla fonte.
La politica pensa alla tassa o al divieto
In questo contesto, la lettiera per gatti è finita nel mirino della politica. Un’iniziativa cantonale ginevrina propone di vietare o tassare i prodotti che generano elevate quantità di scorie, citando esplicitamente le varianti minerali. Parallelamente, il cantone promuove già dal 2021 alternative vegetali, che bruciano quasi completamente e risultano talvolta anche più economiche.
Sulla stessa linea si colloca la consigliera nazionale dei Verdi Laura Gantenbein, che non esclude un intervento più drastico. Se le misure volontarie non dovessero bastare, il Consiglio federale potrebbe essere chiamato a valutare un divieto delle lettiere non biodegradabili.







